The terrible truth about your tin of Italian tomatoes è il titolo di un articolo del Guardian dell'ottobre 2017. Mutti e Conserve Italia sono accusate di aver approfittato di gravi condizioni di sfruttamento del lavoro in Puglia, nel caldo torrido di Nardò, dove nel 2015 il sudanese Abdullah Muhammed è morto per una crisi cardiaca senza avere la possibilità di essere portato in ospedale per le cure mediche. Come Abdullah, dice il Guardian, migliaia di lavoratori iniziano la mattina all'alba e terminano all'imbrunire, sette giorni su sette, con paghe misere e senza assistenza sanitaria.

Mutti e Conserve Italia hanno risposto alle accuse spiegando che la selezione dei fornitori segue procedure di qualifica rigorose, che prevedono tra l'altro la sottoscrizione di un codice etico e il riconoscimento di salari dignitosi. Sarà vero? Questa domanda, la prima che ci poniamo, nasce da due pilastri delle istituzioni e della società italiana: la giustizia incerta e il fenomeno del caporalato.

Zoe Maddison, spokesperson for the British Retail Consortium (BRC), which represents Tesco and Sainsbury’s among other major UK supermarkets, said: “This is a tragic case and we expect the Italian authorities to carry out a full investigation."

La giustizia incerta non è solo un problema per le due aziende coinvolte nel procedimento giudiziario. L'incertezza pesa anche sull'immagine complessiva dell'Italia e dei suoi prodotti tipici, come i derivati del pomodoro. Sperando che Mutti e Conserve Italia siano a loro volta vittime dei fenomeni di illegalità contestati, aspetteremo anni, troppi anni, prima di fare chiarezza. Un caso come questo mostra che l'inefficienza del sistema giudiziario può influenzare la fiducia dei mercati nei confronti dei prodotti italiani, la fiducia dei consumatori nei confronti dei produttori come Mutti e Conserve Italia, la fiducia dei cittadini rispetto alla capacità dello Stato di evitare che vengano calpestati i diritti dei lavoratori.

Il caporalato, un'altra certezza di un paese del G8 che non riesce a liberarsi di fenomeni caratteristici dei paesi in via di sviluppo. Ma la cosa incredibile del caporalato è la nonchalance con la quale pezzi importanti di elettorato di centrosinistra, soprattutto di sinistra, con i relativi leader più o meno consumati, sottovaluta l'importanza della legge approvata nel 2016. Forse non tutti ricordano che l'inchiesta giornalistica di Fabrizio Gatti, che si finse bracciante per studiare il fenomeno dello sfruttamento dei braccianti, risale al 2006. La legge è stata approvata con almeno dieci anni di ritardo, una vergogna.
PS: dal 2005 al 2015 la Puglia è stata amministrata da Nichi Vendola.