Come un qualsiasi Barone Rampante me ne sto appollaiato sull'albero dell'incertezza. Meno nobile, meno attivo, forse persino meno caparbio del celebre personaggio di Italo Calvino, ma altrettanto desideroso di ritrovarmi e di trovare una via comune e condivisa verso cui dirigersi.

L'anno inizia con qualche difficoltà, ma tante speranze. Da quassù, dagli alberi della non-conoscenza di cui siamo un po' tutti seminatori, tutto scorre più o meno uguale. C'è ripresa, dicono, almeno qui in Spagna.

Lavoro (cos'altro è la ripresa oggigiorno…) è una parola difficile e racchiude in sé molte cose. Dalla radice sanscrita labh che sta a significare il gesto dell'afferrare e più in senso lato orientare la volontà, si comprende che si tratta di un qualcosa che in termini marinari (se qui di viaggio stiamo parlando) è molto più simile a un timone che a un semplice motore.
Il lavoro è dunque ciò che ci permette, non senza sforzo, di dare un senso al nostro veleggiare verso mete talvolta incerte; ci consente di resistere ai venti contrari, di orientare il cammino e puntare dritto (o quasi) verso gli obiettivi.
Ecco, nonostante ciò, e qui dico una banalità, oggi il lavoro persino nella nostra Europa è ancora un'incertezza, e lo è non tanto in termini assoluti, dove il tasso di disoccupazione è più o meno alto a seconda dei paesi europei ma, soprattutto, dal punto di vista territoriale, all'interno degli stessi paesi.

Disoccupazione nel 2017 nelle Regioni europee: dati Sole24Ore (@OpenStreetMap contributors)
in foto: Disoccupazione nel 2017 nelle Regioni europee: dati Sole24Ore (@OpenStreetMap contributors)

E così se la Sicilia (e purtroppo ci sarebbero molti altri esempi) è costretta a contare tre volte e mezza il numero di disoccupati della Lombardia, vuol dire allora che lì si sta creando una generazione costretta a navigare "a vento" molto più che in altre zone d'Italia. Ma questo, lo sappiamo, è estremamente pericoloso e priva l'individuo di quella capacità decisionale che ci rende orgogliosi quando riusciamo in un progetto, che ci da motivazioni quando sappiamo che una nostra idea può portare a risultati.

Il punto è quindi che eliminando il controllo che abbiamo sui nostri progetti (il timone), eliminiamo una parte fondamentale dell'individuo, che è la possibilità di scelta, di decisione e azione, con le relative e attese conseguenze.
La parola individuo, come ci ricorda il latino, sta ad indicare qualcuno che è per sua stessa natura un individuus, un soggetto indivisibile, ed ecco quindi il cortocircuito: il lavoro, che dovrebbe essere guida e punto fermo della nostra pianificazione di futuro, diventa, con la sua assenza, una delle principali cause di smarrimento per l'uomo contemporaneo.

Molte volte alcune scelte dolorose provano a sopperire a questa mancanza, tra queste l'emigrazione, che però purtroppo, spesso, altro non è che un tentativo di cambiare imbarcazione, pur approdare a lidi talvolta neppure cercati. Ed ecco che da Barone Rampante, che sceglie liberamente di starsene sugli alberi, ci trasformiamo in una specie di Barone Emigrante, che più cerca un cammino, più è costretto ad allontanarsi dai punti fermi (come la propria terra) della sua vita.