Il 2 giugno è una giornata di festa, normalmente cerco di partecipare alla sfilata delle Forze armate italiane che, in rassegna, attraversano a Roma i Fori Imperiali.

Mi sveglio al mattino presto, perché la gente è tanta e se desideri conquistare un posto in prima fila devi sacrificare un’ora di sonno. L’atmosfera è bella, la stessa che si respira al raduno nazionale degli Alpini, dei Carabinieri e di qualsiasi altro Corpo dello Stato.-

Parenti dei militari, bambini, appassionati, italiani e stranieri affollano le due rive del percorso armati di sorrisi e macchina fotografiche pronti ad imprimere il ricordo più bello in attesa del passaggio delle Frecce Tricolori che chiudono la rassegna, disegnando in cielo un tricolore con un emozionante volo a bassa quota.

L’evento è imperdibile, tuttavia quest’anno ho deciso di festeggiare la Repubblica non partecipando alla parata che giudico in questo momento distante dalle vere esigenze dei cittadini.

La situazione è seria: viviamo con in una emergenza economica, leggiamo ogni giorno persone disperate che preferiscono riprendersi la dignità della vita attraverso un gesto estremo, abbiamo un Parlamento in cui siedono ancora sia politici inquisiti sia tecnici incapaci di compenetrarsi nelle vere esigenze dei cittadini.

Abbiamo un terremoto in atto sul territorio nazionale, abbiamo scandali e corruzione che minano il tessuto sociale, abbiamo disservizi che rendono questo Paese invivibile, abbiamo tassi elevati di disoccupazione e in tutto questo: cosa ci trovate da festeggiare con una parata?

Occorre iniziare a lavorare seriamente, occorre ricostruire opportunità per i giovani, occorre dare segnali forti che dimostrino che lo Stato non solo è presente quanto è vicino alla gente attraverso scelte di sobrietà piuttosto che finalizzate a passerelle vuote e senza senso.

Le alte cariche dello Stato inizino a dare l’esempio e qualora questo mancasse che si partecipi alla Festa della Repubblica leggendo una pagina di Storia italiana e lasciando isolati gli arroccati politici e le loro sterili parate.

La festa della Repubblica è fondamentale, però questa volta decido io come festeggiarla.