Nel 2017 essere antifascisti significa innanzitutto parlare e comportarsi da antifascisti. Non è facile: in ogni pensiero o comportamento si nascondono le insidie del sopruso. Essere fascisti invece è facilissimo, basta evitare i freni del politicamente corretto e della cultura dei diritti. Tanto chi ci censura? Vittorio Feltri o Alessandro Sallusti? Il caso Giuseppina Ghersi, la bambina di 13 anni della quale si dice che sia stata violentata, torturata e uccisa perché fascista, e alla quale per lo stesso motivo l'ANPI provinciale di Savona nega la targa commemorativa, è un bel test di adesione al pensiero fascista o antifascista.

Educare i bambini a un'ideologia politica è fascista. Già, cari amici dell'ANPI, qui c'è il primo paradosso della storia Ghersi: contestate alla bambina di 13 anni di essere stata una fascista e allo stesso tempo accusate l'Opera Nazionale Balilla di aver fatto il lavaggio del cervello a milioni di bambini indifesi. Non si può accusare contemporaneamente Giuseppina Ghersi di essere una criminale fascista e il fascismo di aver manipolato le menti indifese dei bambini. O l'una o l'altra, spero vivamente che decidiate per la seconda.

I diritti dell'individuo sono inviolabili. Anche in stato di guerra la tortura è un'aberrazione. Forse lo dicevate anche voi quando si scoprì che nella prigione centrale di Baghdad, famosa come Abu Ghraib, i soldati americani violarono la dignità degli iraqeni. Lo dicevate? Bene, eravate antifascisti. È difficile pensare che lo siate ancora se non sapete applicare lo stesso principio a un fascista, soprattutto se questo fascista è una bambina di 13 anni.

I diritti dei bambini soldato sono antifascisti. I bambini soldato hanno avuto un momento di grande successo proprio nelle dittature del ‘900 (tutte le dittature): voi dell'ANPI avrete senz'altro stigmatizzato e condannato l'uso delle mascotte (la XMas aveva un bambino di 12 anni, più o meno l'età di Giuseppina Ghersi). Noi antifascisti lottiamo quotidianamente per i diritti dei bambini che ancora oggi, come durante il fascismo, subiscono lo sfruttamento del potere a fini propagandistici e militari. L'ANPI lotta per i diritti dei bambini, per i diritti che il fascismo ha negato a Giuseppina Ghersi.

La "causa superiore" non giustifica la violenza contro l'individuo. La ragione superiore (l'antifascismo, la libertà, i diritti) per molti giustifica l'uso della violenza, della guerra. Non per me, ma questo non importa. Ciò che importa è che almeno questa violenza non sia mai contro la persona. Lo stupro non è una forma di difesa di valori civili, la tortura non è una forma di difesa dei diritti e della libertà, l'esecuzione capitale non è una forma di difesa della giustizia. La giustizia sommaria è fascismo nella sua forma più brutale.

Ma Giuseppina Ghersi non fu violentata, è un falso. Però fu uccisa senza un processo, senza giustizia. E se anche questo non fosse vero poco importa, perché l'ANPI provinciale di Savona e tutti quelli che le vanno dietro fanno un ragionamento che non esclude tutte queste violenze. Dicono che era una fascista collaborazionista e per questo era esposta a queste forme di ritorsione, cioè dicono cose molto fasciste e forse (spero e allo stesso tempo temo) non se ne rendono conto.