Gli insediamenti di via Salviati sorgono su terreni privati, almeno questo è ciò che emerge dalle visure catastali che abbiamo consultato. Stando alle quali, le particelle 564 e 566 (in cui rientrano i campi) hanno una complessa serie di proprietari. Sono circa 19, alcuni facenti parte di nuclei familiari e altri che possiedono soltanto quote di proprietà dei terreni. La vicenda è rilevante in quanto negli ultimi decenni il Campidoglio ha trattato la vicenda degli insediamenti di via Salviati come se sorgessero su proprietà demaniale.

I due campi di via Salviati fanno parte degli insediamenti tollerati di Roma, che vengono definiti “spazi in cui sono insediati da molti anni alcuni gruppi di Rom” e che “nascono come accampamenti spontanei, sono stati dotati di servizi minimi (raccolta rifiuti, allaccio alla rete idrica, elettrica e fognaria)”. Il campo di Salviati 1 risale agli anni Novanta e ci vivono circa 150 rom serbi del gruppo dei rudari, mentre Salviati 2 ospita oltre 400 rom Khorakhané bosniaci e montenegrini. Entrambi gli insediamenti sono abusivi e costituti da roulotte e container.

Il comitato di quartiere Tor Sapienza denuncia da anni i continui roghi tossici che si sviluppano nei pressi dei due campi, tanto che anche l'allora prefetto Gabrielli decise di attivare una vigilanza costante nei pressi del sito. Il Comune di Roma continua -giustamente- a finanziare servizi destinati ai residenti dei due insediamenti, ultimo in ordine di tempo un appalto per il noleggio e la manutenzione di quattro moduli ad uso sanitario fino al febbraio 2019.

Se il Comune di Roma paga per servizi come la bonifica delle fognature, la rimozione dei rifiuti, nonché per la fornitura idrica e di energia elettrica, ci troviamo di fronte a una situazione simile a quella del Camping River, sgomberato a luglio dall'amministrazione capitolina proprio perché diventato abusivo allo scadere del bando con la cooperativa che lo gestiva. A differenza di Camping River, per via Salviati non si hanno notizie di interventi in programma, né gli insediamenti rientrano nel Piano di superamento dei campi Rom di Roma Capitale.