Maschi, avete mai fatto caso quanto siano adorabili e utili i bermuda? Mamma mia che goduria che sono.

Fresco tra le cosce, i peli leggiadri e lunghi respirano e scodinzolano per la gioia, le parti intime gioiscono per la frescura e tutto il corpo viene colpito da quei brividi freddi eccitanti. Ci farei l’amore con i miei bermuda. Hanno un periodo di vita limitato nel tempo però, di regola da maggio a settembre, poi per forza di cose devi incelofanarli, abbeverarli di lavanda (che non è un giocatore del Bari), metterli sotto vuoto con le buste ikea (geniali, provatele) e scaffarle nell’armadio, sezione primavera-estate, attendere velocemente l’arrivo della nuova primavera, senza dover cantare che fretta c’era, anzi “vacim ambress”, e sognarli tutte le volte che i jeans prendono il posto durante il restante periodo.

Ma perché? Perché attendere così tanto, perché farsi del male da soli, dove sta scritto che bisogna fare per forza così? Chi l’ha deciso? Lo Stato?

– Interrompiamo le trasmissioni per comunicarvi che il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha bandito l’utilizzo dei bermuda durante il periodo estivo, perché rendono l’uomo più mansueto e libero –

Col cazzo risponderei. Come potrei sopravvivere. Soffro il caldo in una maniera incredibile. Se sto fermo sudo, se mi muovo sudo, se faccio sesso sudo, se cammino sudo, se penso sudo, se caco sudo, se mangio sudo, se rido sudo, se judo sudo, se sugo sudo, se piango sudo, se scrivo sudo, se continuo a scrivere minchiate sudo. Insomma sudo, con le mie gocce trasparenti grondanti dalla mia lucente e carnosa fronte potrei risolvere il problema della siccità in diverse location africane, diventare il nuovo eroe nazionale, vincerei il premio Nobel per la pace (categoria “sudorazione accelerata”), diventare ricco sfondato grazie a me stesso, al sole e al sudore… e sarei avido, avidissimo gli farei pagare fino all’ultima goccia (come nel maiale che non si butta via niente)…chiamatemi scemo ora!

– SCEMO-SCEMO-SCEMO – 

Ok, basta, basta ora.

Sapete perché amo i bermuda? Perché posso indossarli anche a lavoro d’estate e nessuno mi rompe le scatole. Che lavoro figo, che lavoro meraviglioso, che lavoro stratosferico. Una delle cose belle è indossarli la mattina con 35°-36°-38°-41° con il caldo che si solleva leggiadro dall’asfalto, con l’umidità che si appiccica alla pelle ed io godo (per non parlare quando ci sono di sera 20°) perché ho i miei bermuda e non devo indossare pantoloni, jeans, lino, cotone, seta. Nulla di nulla. E non me ne vergogno anzi, me ne vado in giro fiero, con l’espressione di chi dice alla gente che passa: “Guardatemi, IO, vado a lavoro con i bermuda, non come voi, schiavi dell’eleganza, del bon-ton, dell’età, sudate, crepate, sentitevi roventi…ahahahahahahahahahahah”.

Finché potrò permettermelo indosserò bermuda, aldilà dell’età e del lavoro, continuerò ad indossarli.

Forever. Yeah, Yooo, Unz, Feah, Reah, Scieea.

Stringerò mani se i miei occhi incroceranno sul mio cammino un altro, come me, che va a lavoro con i bermuda. Alzerò braccia in segno di saluto e di stima profonda. Sarà un saluto tutto nostro, personale, intimo, freddo e breve. Sarà un passaggio dove i nostri bermuda faranno l’amore per pochi secondi e si sentiranno utili, belli, sempre giovani.

Applaudirò i temerari, portandomi la mano sul cuore, che li indossano anche d’inverno, con la pioggia, con il vento (ai coglioni stai attento), con la neve. Sprezzanti del freddo e delle polmoniti. Fulminerò chi li guarderà storti, con l’espressione:“Guarda quello…è pazzo, con sto freddo va in giro con i pantaloncini!”. No. cretina, sono bermuda, BERMUDA, BERMUDA!. I Pantaloncini se li mette tuo marito per andare a poggiare quelle chiappe molli sul divano.

Osare, bisogna osare. Andare controcorrente quando è possibile, quando ti fa star bene. Bermuda anche d’inverno, a Natale, a Capodanno (un bel paio rosso), a Pasqua. Bermuda a lavoro, al bar, in tribunale, in ospedale, in carcere, in agenzia, in negozio, all’università (tutti i docenti in bermuda), al festival di Sanremo (Pippo Baudo in bermuda-muda-muda-muda), in Parlamento, al Senato, in Chiesa, in un convento di francescani.

I bermuda patrimonio dell’Unesco e fanculo ai pantaloni.