Elucubrando sul diritto canonico, diritto religioso e comparato e un pizzico di teologia ho notato alcuni fattori che, pensiero su pensiero, mi hanno portato a dare delle spiegazioni sul perché il fenomeno del momento; ossia quello dello Stato Islamico si stia sviluppando nella religione islamica e non in delle altre correnti, filosofico-religiose, che pur abbondantemente irrorano il mondo.

Premessa, non sono un teologo, non sono un giurista e non sono un canonista (mai e poi mai) però ragionando e valutando alcune fonti credo di fare ipotesi più o meno azzeccate e invito chiunque tra voi, 2-3 lettori, a ribattere qualora lo riteniate necessario.

1) interpretare la legge

Il Problema principale della religione e anche della civiltà contemporanea è quello di trovare delle regole che possano coordinare l'agire comune al fine di giungere a uno scopo comunitario e, universalmente (o nazionalmente), benefico. Queste regole, o leggi, sono destinate a un gran lavoro di interpretazione da parte di dottori che ne capiscono, o almeno fanno finta di capirne. Per fare un esempio la Corte Costituzionale interpretando le leggi valuta la loro costituzionalità, mal che vada vengono annullate.

Anche le religioni hanno un diritto, che non sono i dieci comandamenti o "non mangiare la carne il venerdì di quaresima"; il loro diritto è ben più ampio ed è raccolto nei testi sacri (Bibbia, Antico Testamento e Corano – se ci riferiamo alle tre grandi religioni monoteiste o del Libro). Bene queste regole nel mondo occidentale, soprattutto quelle della Bibbia, sono state poste a continue interpretazioni da parte di canonisti e giuristi per tutto il medioevo e non solo; ed è proprio in quel periodo, tra il 1000 e  il 1500, che venivano attuate alla lettera. Così come oggi il Califfo le attua per trucidare 12 giornalisti a Parigi o sgozzare qua e là operatori occidentali.

Del resto non dobbiamo sorprenderci più tanto, la religione cristiana ha ucciso migliaia di persone e ha condotto, tra il 1000 e il 1300, una guerra analoga a quella che oggi sta facendo l'ISIS: le Crociate. Infatti ai tempi venivano uccisi gli infedeli, depredati i luoghi di culto arabi e seviziate le donne, considerate per l'appunto, infedeli. Insomma il primo Califfato della storia è Lo Stato Pontificio.

Fortunatamente con il passare del tempo queste regole che hanno portato all'uccisione di centinaia di miglia di donne (considerate streghe) e alla tortura di milioni di sospettati sono state interpretate in maniera diversa, meno alla lettera, a differenza di quelle islamiche, e la follia medievale è pian piano scemata, portandoci ora a dire "si uccide per religione?! Ma che follia è mai questa!". Abbiamo iniziato noi.

2) mancanza di un pensiero filosofico laico parallelo 

Eh già la filosofia, a mio parere, ha portato in occidente quella freschezza di idee che nel mondo arabo non si è registrata. Sia perché la religione mussulmana è molto più giovane sia perché non ci sono stati dottori capaci di creare un filone di pensiero parallelo che avrebbe, con il passare del tempo, smussato gli animi forti dell'estremismo islamico.

Esempi subito fatti. Gli illuministi francesi, la filosofia paleo-cristiana (Sant'Agostino e Sant'Ambrogio), Marx e Nietzsche, il socialismo utopistico francese. Questi sono tutti autori che hanno messo in discussione anche la dottrina religiosa affermando, i più antichi, che Dio esiste e che a grappolo discende tutta l'umanità ma i più recenti che Dio "è una risposta troppo grossolana" o che "dio è morto" o che "la religione è l'oppio dei popoli". Ovviamente tutti questi bei soggetti sarebbero stati massacrati nel medioevo cristiano come oggi verrebbero lapidati, sugli zebedei, se lo dicessero in Iran o in Arabia Saudita.

Fatto sta che il pensiero filosofico occidentale è riuscito ad arginare lo strapotere della legge divina fino a smitizzarla, facendo sì che diventasse qualcosa di distaccato. Applicata solo in particolari condizioni. "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" questa frase ha cambiato il modo di pensare occidentale, dividendo Stato e Chiesa. Cosa che non è avvenuta nel mondo arabo o ebraico.

3) bassa diffusione geografica dell'Islam 

Su questa mi ci sono concentrato un po' di più e ho notato che la diffusione geografica dell'Islam è stata molto bassa, limitata nelle zone dell'Africa settentrionale e del vicino Oriente, passando dal Corno d'Africa e avvicinandosi anche in Asia. Questo ha fatto si che comunque la regione interessata sia relativamente modesta e quindi, l'islam, non ha avuto modo di mescolarsi con le altre realtà. A differenza del Cristianesimo che si è sviluppato in Europa, già terra culturalmente fertile, si è spostato nelle isole anglosassoni, nell'est Europa e in fine nelle Americhe. Ovviamente questo miscuglio di popoli ha fatto si che il cristianesimo perdesse molto della pesantezza puritana che aveva in origine. Portando anche a diversi scismi (divisioni religiose ndr).

Si può benissimo dire che ora i mussulmani si sono spostati un po' in tutto il mondo, ma lo zoccolo duro della religione islamica resta ancorato alle forti tradizioni desertiche (non mangiare carne di maiale, copri la donna, indossa il nero, non raffigurare il profeta e così via). Spesso queste regole sono anche legate alle condizioni climatiche e geografiche della zona. Infatti, se si prende un mussulmano europeo si nota come egli sia diametralmente opposto a quello iraniano e le generazioni islamiche future saranno ancora più blande in Europa, proprio come lo sono stati gli americani di 4° generazione a discapito dei puritani delle mayflower.

4) non ci sono stati scismi

Nella religione cristiana si sono verificati diversi scismi (3 i più importanti) che hanno portato progressivamente a diramare l'antico diritto canonico e misurarlo per la taglia dei vari popoli che l'hanno adoperato. Questo ha influito molto sulla pesantezza del diritto stesso prima duro e arroventato, poi – con lo scisma di Lutero – più morbido; a seguito anche dei concili (durante il periodo della Controriforma). Per non parlare dello scisma anglicano (in Inghilterra) e Ortodosso nell'est Europa che hanno smembrato il vecchio diritto facendo sì che egli si rinnovasse. L'islam non ha mai avuto una riunione dei capi religiosi, anche perché non prevede il sacerdozio così come noi lo intendiamo.

Nella religione islamica non si può parlare di veri e propri scismi ma di divergenze su alcuni passi del Corano e sulla sua interpretazione, questo ha fatto si che la parte nevralgica della religione rimanesse uguale per secoli. Quindi molto simbolica, fatta di precetti adamantini a cui non si deve disobbedire. Proprio come il cristianesimo ai tempi d'oro.

Questi sono, secondo me, i motivi per cui l'ISIS è nato nel mondo islamico. Poiché la religione mussulmana ha grande seguito, a differenza di quella ebraica, perché molto legata a vecchie tradizioni – scarsamente svecchiate né da pensieri filosofici né da organi collegiali religiosi. Questo ha portato a una radicalizzazione del pensiero religioso che è sfociato, come normale che sia, nella violenza e nella voglia di conquista/conversione che abbiamo vissuto anche noi circa 600 anni fa.

Gaetano Gatì

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