Mi dispiace per noi: la guida Feltrinelli su Napoli nord e la provincia di Caserta ha ragione. Ha tremendamente ragione perché siamo noi campani i colpevoli.

Sono stati Martin Dunford e Natasha Foges – estensori della guida – a lasciare decine di sacchi di immondizia lungo l’Asse mediano o le strade di periferia? Sono stati sempre loro a costruire immensi quartieri abusivi, intere città senza spazio verde o servizi? Dunford e Foges di notte vanno ad incendiare cumuli di rifiuti nelle campagne o infilano sottoterra bidoni pieni di chissà cosa? Hanno inquinato loro fiumi, mare, aria e coscienze? E sono sempre Martin e Natasha a girare la faccia dall’altra parte davanti ingiustizie, camorristi e malviventi di ogni tipo?

Non voglio generalizzare, sia chiaro. Non tutto è così. Ho tanti amici che quotidianamente si impegnano per rendere le loro terre un posto migliore, e lo fanno anche a rischio della propria vita. Associazioni, singole persone che si spaccano la schiena nel volontariato e in politica, che io ammiro tantissimo. Ma sono una minoranza.

Non possiamo continuare a raccontarci la favoletta che sono gli altri a vedere il brutto dove in realtà c’è il bello. Non è così. Aprite gli occhi e abbiate un moto di orgoglio. Invece di starnazzare, dare la colpa solo ad altri e mai a se stessi, forse è arrivato il momento di tirare la testa fuori dalla sabbia e aiutare chi cerca di cambiare le cose. E forse la prossima volta chi verrà in quelle terre a scrivere una guida dirà: ma che belle zone, fermatevi e rimarrete sorpresi dal cambiamento e dalla voglia di riscatto di un territorio. Fino ad allora – anche voi cari amministratori locali – abbiate la decenza di finirla con le ipocrisie e di gridare allo scandalo.