Si svolgerà domani un summit che vedrà impegnati alcuni (dei più) "potenti" d'Europa che dovranno affrontare un tema delicatissimo: la Russia e le sue smanie di conquista che stanno portando un grappolo di morti nel sud-est dell'Ucraina.

Ovviamente il nemico numero uno è Vladimir Putin, lo zar, il sovrano delle Olimpiadi, delle leggi omofobe e della "presunta" censura sulla stampa e sui mezzi di comunicazione. Da anni governa la Russia col pugno di ferro tant'è che il popolo "sovietico" non sa neanche, precisamente, cosa stia succedendo a pochi passi dalle loro frontiere. Le televisioni tacciono gli armamenti russi e i soldati che sono stati inviati da Mosca per recuperare parte di territorio ucraino con maggioranza russofona.

Il presidente Ucraino Poroshenko che ha cercato di portare un po' di luce in troppe ombre ha presentato, in una conferenza stampa, passaporti e documenti, dei soldati russi, ritrovati in territorio ucraino ma il tutto è stato dovutamente taciuto al popolo russo. Che non vedrebbe certo di buon occhio un'altra guerra spinta dalle mire espansionistiche dello zar.

Domani, proprio per far fronte a queste manie di grandezza, Hollande, Merkel, Putin e Poroshenko si vedranno per trovare un accordo affinché possano, diplomaticamente, evitare ciò che porterebbe a una vera e propria guerra in Europa. La quale, ultimamente, è stata anche insignita del premio Nobel per la Pace. Insomma, in Europa si stanno ripresentando scenari che erano stati abbondantemente abbandonati più di sessant'anni fa, ma come afferma Vico nei suoi "corsi e ricorsi storici" la storia, oltre che essere ciclica, rotea anche su se stessa.

Dall'altra parte dell'Atlantico Obama si impegna invece ad armare il popolo Ucraino qualora non si trovasse un accordo diplomatico, stesso sbaglio compiuto in l'Afghanistan (sempre contro i russi). Questa affermazione del presidente USA risuona da "ultimatum" cosa che fa imbestialire Putin; per evitare che l'ex capo del KGB diventi paonazzo ha pensato a palesare questo fastidio il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev.

Dall'altra parte, il resto d'Europa, invece pensa a modo suo, ovvero con le sanzioni economiche che già hanno creato grossi problemi alla Russia, ma questi si sa finché non vedono il sangue non si arrendono. Perciò l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la renziana, Federica Mogherini, lontana dal fronte  sta provvedendo ad aumentare le sanzioni contro Mosca; mentre Francia, Germania, Russia e il diretto interessato, l'Ucraina stanno cercando di parlare vis-à-vis con Mosca. Riuscirà a evitare la guerra il pragmatismo o Mario Draghi sarà costretto a non agevola con il QE anche alla Russia (la Russia non farebbe parte a prescindere ndr)?

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Gaetano Gatì 

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