L'interno del carcere
in foto: L'interno del carcere

Il personale medico della prigione americana  di Guantanamo ha accolto la stampa per mostrare ai giornalisti le condizioni dei 166 detenuti. La polemica sull’alimentazione forzata dei prigionieri e della loro condizione ha fatto inevitabilmente il giro del mondo. La pratica è descritta come una “punizione crudele” da alcuni detenuti.

“E’ stato un dolore atroce nel petto, nella mia gola e nello stomaco”. Questa testimonianza, tra le altre, è stata pubblicata nell’autorevole New York Times che racconta il dolore di un prigioniero detenuto proprio a Guantanamo.

Altri detenuti citati dalla stampa americana hanno denunciato di aver sentito gli stessi dolori. L’amministrazione penitenziaria ha scelto, per mantenere in vita i detenuti che attuano lo sciopero della fame, per la loro incarcerazione senza accusa ne processo.

Una procedura “conosciuta per essere indolore”

Di fronte alle accuse di tortura, il personale medico della prigione ha aperto le porte ai giornalisti per l’occasione. Uno degli aiutanti che si fa chiamare Leonato spiega: “Prima gli proponiamo un pasto normale, quando rifiutano, gli proponiamo di ingoiare la sostanza nutritiva; quando continuano a rifiutare le guardie li portano sulla sedia ed eseguono la pratica dell’alimentazione forzata”. Secondo il suo collega, che si nasconde dietro lo pseudonimo di Froth, “la più grande irritazione viene dal tubo che passa nella gola ma non è doloroso”. La sequenza dell’alimentazione forzata dura di solito dai “30 ai 35 minuti”.

Le circa 137 persone che compongono il personale medico della struttura carceraria devono far fronte a 166 detenuti e giustificano la procedura come necessaria per mantenere in vita i prigionieri, rinchiusi per sospetta attività terrorista da più di dieci anni.

La sedia usata per praticare l'alimentazione forzata
in foto: La sedia usata per praticare l'alimentazione forzata

Contrario ai diritti dell’uomo

Lo scorso luglio, un gruppo di eletti hanno invocato il Presidente Obama a mettere fine a queste pratiche nella base di Guantanamo. Le parole usate per descrivere l’alimentazione sono sempre le stesse: “Crudeltà” e “umiliazione”. Alcune associazioni di difesa dei diritti dell’uomo come Amnesty international, hanno allertato l‘opinione pubblica già dall’inizio dell’anno esercitando sempre più una maggiore pressione nei confronti di Obama che ribadì la sua ferma intenzione di chiudere Guantanamo nel suo prima mandato presidenziale.

Il mese scorso, il rapper americano Mos Def scelse di denunciare la situazione immedesimandosi in un detenuto di Guatanamo in un video.