La contraccezione ormonale nata da più di 50 anni ha rappresentato un fenomeno molto importante all’interno della coppia, potendo realizzare un progetto di pianificazione familiare prima impossibile, ma anche per la donna stessa realizzandone una propria autodeterminazione.

La contraccezione ormonale è rappresentata storicamente dalla pillola. Pur utilizzata in Italia in scarsa percentuale rispetto al resto dell’Europa e del mondo occidentale, ha contribuito a ridurre notevolmente il ricorso all’aborto, in particolar modo quello clandestino, fenomeno che purtroppo negli ultimi anni presenta una preoccupante ripresa.

Nel corso degli anni si è assistito ad una progressiva evoluzione della terapia contraccettiva, assistendosi ad una riduzione sempre più consistente dei dosaggi ormonali che devono essere assunti dalla donna, fino ad arrivare a pillole a bassissimo dosaggio e contenenti l’ormone naturale estrogeno, prodotto dall’ovaio femminile.

Successivamente abbiamo assistito alla nascita del cerotto contraccettivo e qualche anno più tardi dell’anello contraccettivo. Questi sistemi, determinando un assorbimento transcutaneo degli ormoni e quindi non venendo metabolizzati dal fegato, possono in alcuni casi presentare minori effetti collaterali.

Ancora più recentemente è stato commercializzato l'impianto sottocutaneo, ossia un dispositivo a rilascio ormonale che protegge da gravidanze indesiderate fino a 3 anni.

Il contraccettivo ormonale risulta altamente efficace se assunto o applicato correttamente, per cui esistono delle regole ben precise da osservare.

Cercando di tranquillizzare le utilizzatrici, è bene dire che il contraccettivo ormonale non favorisce lo sviluppo di tumori, anzi in alcuni casi può essere preventivo e non determina sterilità dopo un uso anche prolungato, in quanto con la sospensione si determina una ripresa funzionale graduale dell’ovaio.

Il contraccettivo ormonale non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse, per cui se la donna ha rapporti promiscui, è opportuno che utilizzi anche il profilattico.

Recentemente si è parlato per alcuni tipi di pillola di un aumentato rischio tromboembolico.

Proprio per questo l’assunzione di un contraccettivo ormonale non deve mai essere dettato dal “fai-da-te”, ma deve provenire da un’attenta valutazione clinica che può essere fatta dallo specialista ginecologo che, insieme alla donna, sceglierà il contraccettivo ormonale più adatto a lei.

Ancora in fase di studio il cosiddetto “pillolo”, ossia il contraccettivo maschile che possa essere utilizzato dall’uomo senza compromettere la fertilità al momento della sospensione.

Questa sembra la prossima frontiera nel campo della contraccezione che metterebbe su un livello paritario sia l'uomo che la donna nei confronti del fattore legato alla pianificazione familiare.

Quindi, contraccezione ormonale per realizzare un rapporto di coppia il più sereno possibile evitando problematiche che possono determinare effetti psicologici negativi, specie nelle ragazze più giovani.