Tutto è accaduto il 1° novembre 2018. L'ingresso in società del fondo KKR&Co., che ora detiene la maggioranza delle azioni, ha portato a un radicale cambiamento nella guida della società. Il presidente del CdA, che rappresenta appunto KKR, è Nat Zilkha, un manager di fondi d'investimento con un passato da rockstar newyorkese (chitarrista in tre album dei Red Rooster). La nuova squadra di manager è guidata da un Amministratore Delegato che sta puntando tutto su qualità, storia e forza del brand. Sarebbe stato difficile pensare a ingredienti diversi, ma la banalità delle cose porta a risultati che dipendono molto dagli attori del cambiamento.

James “JC” Curleigh, il nuovo CEO, è arrivato in Gibson lasciando il ruolo di presidente di Levi Strauss & Co. dove "ha avuto modo di esprimere il suo talento da rockstar nel capire gusti e desideri" di consumatori molto legati alla storia del brand. Anch'egli è un musicista, chitarrista, con la passione per le Gibson. Un'altra banalità, per chi suona la chitarra la Gibson merita il motto che stampava sulle palette quasi un secolo fa: only a Gibson is good enough!

Il board di Gibson ha presentato Curleigh come un manager che si è costruito una reputazione di esperto di brand building guidando lo sviluppo di varie società di beni di consumo, non solo di Levi's. È stato Presidente e CEO anche di KEEN Footwear e di Salomon Sports. Alla KEEN ha guidato la giovane azienda in anni di forte crescita, dandole un'identità per il suo futuro. Sotto la sua guida la Salomon ha cambiato volto, da compagnia di sci a marchio innovativo per gli sport d'azione. Il timone sembra dunque essere finito in ottime mani.

Sono pregevoli anche gli altri manager alle vendite, alla produzione e alla finanza e controllo, segno che il nuovo azionista di maggioranza sta prendendo la questione molto sul serio. La situazione era grave, il valore è enorme, non possiamo che confidare nel fatto che la Gibson continuerà a essere il meglio che si possa trovare nel suo mercato tradizionale: chitarre acustiche, elettriche e semiacustiche prima di tutto. Però non bisogna neppure sottovalutare il rischio che è stato corso: come ogni cosa umana anche i grandi miti hanno un inizio, uno sviluppo e una fine. Quello che sembrava chiaro agli appassionati è che fosse davvero troppo presto per la fine.

ONLY A GIBSON IS GOOD ENOUGH!