Verso il tramonto, mentre la Cupola della Roccia brillava scintillante nella bruma della città lontana, sono risalito come un pellegrino tra i pellegrini verso la Città Santa, attorniata da mura invalicabili, immemoriali.  Giunto alla Porta dei Leoni ho vista centinaia, migliaia di fedeli dirigersi verso la Moschea Al-Aqsa, la "Moschea più lontana" per il giorno di preghiera. In altre strade, attigue, gli ebrei si preparavano già per lo shabbat. Più tardi, da lontano, si sentiva il rintocco delle campane di chiese e monasteri. Ho visto processioni di armeni in cappelle buie pervase d'incenso e di canti medievali, ho vista donne gridare "Allahu Akbar" al passaggio dei soldati israeliani sulla Spianata delle Moschee, ho visto Hassidim pregare sotto il Muro del Pianto e sefarditi cantare e danzare abbracciati dirigendosi verso il Muro Occidentale, ho visto i resti del Trono di Salomone, le Mura ciclopiche del Tempio di Erode, ho visto ulivi vecchi di 3.000 anni dove Yehoshua ben Yosef ha pregato e predicato, ho visto la Cupola d'oro della Moschea che protegge la roccia dalla quale Maometto fece il suo viaggio verso il cielo e dove prima Abramo fu sul punto di sacrificare Isacco. Ho visto la breccia dove i Crociati penetrarono nel 1099, ho visto la Torre dove il Saladino rientrò trionfante nella Città Santa, ho visto la cima dello Har HaZeitim cosparso di lapidi nella terra dove secondo il profeta Zaccaria Dio farà rinascere i morti alla fine dei tempi, ho visto cappelle crociate, chiese bizantine, cisterne romane, grotte essene, fontane ottomane, conventi maroniti, chiese siriaco-ortodosse, sinagoghe, cappelle francescane. Ho visto gente cantare, inveire, gioire, danzare, combattere, pregare. Ho visto tutto qui a Gerusalemme, in questo Umbilicus Mundi dove tutto ha avuto inizio e forse tutto avrà fine.