(Parigi). Sui migranti la Francia usa il pugno di ferro. E' negli occhi di tutti l'assurdo respingimento alla frontiera di una donna nigeriana incinta di poche settimane e con un grave linfoma , poi  morta all'ospedale Sant'Anna di Torino dopo il parto. La realtà, se il progetto di legge su asilo ed immigrazione dovesse andare in porto, potrebbe essere ben peggiore. Mentre il progetto è in discussione all'Assemblea nazionale, Amnesty mette in guardia in particolare su tre misure di questa nuova riforma che considera particolarmente pericolose.

Una procedura di ricorso più difficile

L'appello contro una decisione di rifiuto dell'OFPRA (Office Français de Protection des Réfugiés et Apatrides) è l'ultima possibilità per un richiedente asilo che teme di essere perseguitato se rientra nel suo paese. Se questo disegno di legge sarà adottato, gli saranno concessi solo 15 giorni per presentare ricorso al CNDA (Tribunale Nazionale per l'Asilo). Un termine quattro volte più breve di quello previsto per l'impugnazione di una decisione amministrativa di diritto comune. Soprattutto, è troppo breve per avere il tempo fisico rispondere alla prima decisione. Nella maggior parte dei casi, i candidati non hanno l'assistenza per ricorrere in appello e, inoltre, in una lingua che non sempre padroneggiano.

"O i richiedenti asilo rischiano di non essere in grado di presentare ricorso in tempo, oppure un numero elevato di ricorsi sarà respinto perché incompleto" – spiega Jean-François Dubost, responsabile del programma di protezione delle popolazioni di Amnesty International France – "Queste misure dimostrano come il governo ignori la realtà quotidiana e pratica della procedura d'asilo". Il nuovo progetto di legge mette quindi a repentaglio la possibilità di ricorrere contro una prima decisione e aumenta la possibilità di rimpatriare migliaia di persone nei paesi in cui si rischia la vita.

Essere cacciati dal paese prima che venga presa una decisione definitiva

Il disegno di legge prevede che alcuni migranti, in particolare quelli provenienti da un paese considerato "sicuro" dalla Francia, possano essere rimpatriati nel loro paese dopo una prima decisione negativa dell'OFPRA anche se hanno presentato ricorso e  anche se la questione è ancora all'esame del Tribunale Nazionale per l'Asilo.

"Nel 2017, 1.131 persone provenienti da paesi di origine "sicura" hanno ricevuto protezione in seguito a un ricorso. Se la misura prevista in questo disegno di legge fosse stata applicata, queste persone avrebbero potuto essere rimandate nel loro paese anche se erano in pericolo" – spiega Jean-François Dubost – "Uno degli obiettivi della procedura d'asilo è impedire il rimpatrio di una persona in un paese in cui è in pericolo la sua vita o la sua sicurezza. Se i ritardi si riducono e le persone vengono rimpatriate prima che la loro domanda d'asilo sia stata esaminata, la legislazione francese diventa totalmente carente. Questa assunzione di rischi è umanamente inaccettabile e giuridicamente discutibile".

Essere detenuti senza aver commesso un reato

Il disegno di legge consentirebbe alle autorità di privare i cittadini stranieri della libertà personale per più di quattro mesi in attesa del loro trasferimento nel paese di origine o di transito. Il trattenimento delle persone prima dell'allontanamento è oramai pratica sempre più frequente. Una pratica che contravviene al rispetto della libertà individuale garantito dal diritto internazionale. Un numero crescente di famiglie con bambini piccoli vengono privati della libertà personale solo per motivi amministrativi. Il disegno di legge propone di estendere questo periodo, prolungando la sofferenza di coloro che ne soffrono. "Queste tre misure del disegno di legge costituiscono punizioni per le persone che non hanno commesso alcuna colpa e che cercano in Francia soltanto la possibilità di ricostruire la propria vita" aggiunge Jean-François Dubost "Se questa legge sarà adottata nella sua forma attuale, alcune misure, in particolare quelle che riducono la durata della procedura di asilo e prolungano il periodo di detenzione delle persone esiliate, metteranno in pericolo seriamente i diritti umani dei rifugiati e dei migranti".

@marco_cesario