Quale è l’origine dei comportamenti illegali o violenti nella società?

La domanda è tutt’altro che banale e troppo spesso ci si limita a relazionarla al grado di povertà degli individui che solitamente la compiono o concorrono a renderla possibile.

La tesi è plausibile di sicuro e spiega abbastanza bene l’evidenza secondo cui la maggioranza dei reati avviene in contesti sociali ed urbani a basso tasso di reddito e livello di istruzione.

Esiste tuttavia una teoria, poco nota nonostante sia stata inizialmente formulata nel lontano 1969, secondo la quale gli stessi comportamenti tendenti all’illegalità o comunque violenti possono essere compiuti anche in contesti più ricchi e istruiti; quest’ultima, denominata “teoria delle finestre rotte”, mette in relazione tali fenomeni deteriori, principalmente, con il livello di degrado del contesto in cui essi avvengono, senza irrigidirsi sulla tipologia di persone che in quel posto vivono.

L’esperimento sociale che diede una prima conferma alla teoria (e da cui deriva il suo bizzarro nome) fu condotto da un ricercatore universitario americano: un’auto venne abbandonata in un quartiere degradato di New York, il Bronx. Dopo poche ore iniziarono fenomeni di saccheggio verso quest’ultima, con episodi di furti di suoi componenti, distruzione di parti inutili e così via.

Un modello identico di auto fu abbandonato, nelle stesse ore, in un contesto completamente diverso, ovvero quello di una cittadina benestante della California: non accadde nulla, inizialmente.

Fin qui, dunque, il modello sociale povertà-delinquenza aveva retto.

Tuttavia bastò, da parte degli psicologi sociali impegnati nell’esperimento, rompere un vetro dell’auto abbandonata in California, per osservare, con una certa sorpresa, il verificarsi di analoghi fenomeni di furto e distruzione nei suoi confronti.

Il finestrino rotto, cioè, aveva innescato anche in un contesto completamente differente comportamenti violenti e illegali, portando a concludere che l’origine di questi ultimi non dipenda soltanto dal contesto umano in cui essi hanno luogo ma anche dal livello di degrado esistente e tollerato in quel posto.

Si tratta di una teoria, confermata da esperimenti condotti nei decenni successivi, allo stesso tempo intuitiva e dalle conseguenze molto rilevanti: in qualche modo, infatti, si evidenzia l’estrema importanza di abbassare il degrado e disordine cittadino per favorire comportamenti più rispettosi e migliori da parte dei cittadini. Viceversa, si chiarisce che lì dove si accetta un ambiente in cui a dominare sono incuria, disordine, caos, le persone saranno naturalmente spinte, ciascuna secondo i propri limiti, a forzare in negativo i propri comportamenti.

Non solo: la teoria delle finestre rotte afferma anche che lì dove si tollerano piccole forme di reato e di delinquenza, attraverso una loro mancata sanzione, reati più gravi saranno quasi certamente commessi aggravando sempre più la situazione.

La dottrina esposta può essere applicata anche in contesti “a dimensione minore”: in un condominio male amministrato, ad esempio, in cui si tollerano infrazioni al regolamento, le persone diverranno più aggressive, litigiose e tendenti a far male.

In un parco pubblico in cui il verde non viene curato come dovrebbe, le attrezzature per i più piccoli sono danneggiate e mai sostituite, molto probabilmente le persone saranno indotte a trascurarne la pulizia, gettando a terra di tutto o abbandonando oggetti vecchi; nella peggiore delle ipotesi, piccoli reati verranno commessi e, a poco a poco, persone per bene smetteranno di frequentarlo, lasciandolo in balia di individui poco raccomandabili.

Volendo estremizzare, anche in una casa poco curata, probabilmente, persone della stessa famiglia saranno più difficilmente in grado di comunicare con serenità tra di loro e lasceranno maggior spazio ad istinti negativi ed aggressivi.

La teoria delle finestre rotte è dunque un interessante modo di osservare la realtà, costringendoci a fare tutto quanto possibile per cercare di migliorare il contesto in cui viviamo.

La classe politica, soprattutto, dovrebbe assolutamente conoscerla e attivarsi per capire finalmente che anche un lampione riparato, una strada ben asfaltata, giardinetti curati, muri ben tinteggiati e senza scritte o disegni osceni e, perché no, edifici privi di finestre rotte e , non costituiscono solo un bel panorama per i nostri occhi, ma un forte deterrente per tenere lontane le nostre peggiori pulsioni, spingendoci a diventare cittadini migliori.