Il singhiozzare culturale di chi vota senza riflettere…

Certastampa.it

Una testata giornalistica online della Città di Teramo, il giorno della vigilia delle liturgiche preparazioni di un piatto culinario tradizionale, ha pubblicato una foto delle cosiddette "Virtù" del 1° maggio rivisitate e adattate da un improbabile ristoratore giapponese. I giapponesi sono ricchi del loro e non verrebbero mai a fare la fame in Italia.

Gravissima offesa alla tradizione teramana: ristorante etnico propone domani le Sushivirtù

Il fotografo teramano Luca Boschi, che ha intercettato il volantino
in foto: Il fotografo teramano Luca Boschi, che ha intercettato il volantino

Inevitabili i commenti sarcastici, irriverenti. E qualcuno anche di perplessità. Memorie e folclori sono inviolabili, così come infrangibili dovrebbero essere i principi etici e le regole di deontologia professionale di chi seppure solamente tra borgate e quartieri veicola una "sedicente" informazione.

Sedicente, appunto, si è rivelata la notizia diffusa con efficacia dal blogger. Una provocazione, una fake news voluta apposta dall'estensore del messaggio per prendere all'amo alcuni lettori inconsapevoli e sicuramente distratti. Di certo deconcentrati, visto che non si è trattato di un articolo postato dal Corriere della sera.

Mentre si dibattevano come salmoni presi all’amo della nostra riuscitissima provocazione, quanto il singhiozzare culturale di chi parla senza sapere, di chi giudica senza informarsi, di chi commenta senza averne le capacità, di chi vota senza riflettere, di chi approva senza studiare

Composti empiricamente in una sorta di girone dantesco, il vocalist del blog ha riassunto ed etichettato tutti quelli che si sono permessi di commentare la falsa notizia trabocchetto in varie sottospecie:

  1. Accoglienti 
  2. Possibilisti 
  3. Contrari 
  4. Gli impegnati 
  5. I professori

Il "pesce di maggio" è riuscito alla grande. Irrilevante, il seguente postulato del blogger:

Il singhiozzare culturale di chi vota senza riflettere…

Al bar della piazza, una cosa così la senti ogni giorno. Oddio, sicuramente detta con meno ridondanza e più incisività. Ma leggere e apprendere, testare e appurare che esistono "giornalisti", che prendono per il culo i propri lettori, per poi metterli alla berlina, settarli in categorie di biasimo e, come se non bastasse, apponendo loro una reprimenda, stampata in fronte, su come bisognerebbe "parlare""esprimere un giudizio" e attribuirsi il merito (?!) di stanare chi "commenta" senza averne le "capacità", potrebbe apparire disdicevole finanche a una statua.

La notizia buona è che finalmente nel nostro Paese è venuta allo scoperto una figura di rilievo, un "giornalista", un blogger in grado di scoprire e dimostrare che esistono elettori singhiozzanti che esprimono il loro voto senza riflettere.

Alle prossime consultazioni politiche, loggatevi tutti.