Non possono essere gli ultimi 10 giorni, che non mi interesserebbe neanche vivere, a cambiare tutta la mia figura e la mia filosofia di vita. Morirei sconfitto.

Gilberto
Questo video è necessario, perché in Italia non esiste una coscienza etica, che possa definirsi tale, riconosciuta e difesa dallo Stato.
È necessario perché in Italia i malati terminali, sono più o meno tanti quanto gli abitanti di città come Verona o Messina, 250mila.

Perché chi ama la vita alla follia non può accettare di terminarla come un oggetto. Immobile, passivo, svuotato di ogni umanità.
Perché chi ama un'altra persona non vorrebbe mai vederla soffrire sino allo svilimento della sua stessa identità.

Discutere di diritto all'eutanasia, confrontarsi, scontrarsi con la lucidità di ragionamenti laici è inoltre indispensabile, se davvero si vuol parlare anche di diritto alla vita senza riempirsi la bocca di insensate parole.

È un video necessario, così come la campagna dell'Associazione Luca Coscioni e di Exit, perché se ciò che contraddistingue l'essere umano dagli altri animali è la ragione, l'intelletto, è piuttosto difficile parlare di dignità quando una malattia ci rende esseri che sopravvivono.

È inoltre urgente affrontare l'argomento perché in Italia il principale partito progressista, il PD, non l'affronterà mai. E le sue vaste aree democristiane, su cui poggia buona parte della sua stabilità, faranno sempre di tutto per rivendicare un'ipocrita salvaguardia della vita umana.

La vita è un miracolo della natura. Tutto ciò che la umilia, la oltraggia, la mortifica è un atto di violenza.
Consegnarsi nuovamente ad essa, alla natura, al termine di un'esistenza piena, e senza alcuna possibilità di cura, è un atto di libertà. E la mia formazione cattolica non mi impedisce in alcun modo di pensarlo.

Grazie a Gilberto e a chi come lui ha ancora a cuore l'importanza di una vita.