L’agibilità democratica di un Paese non si basa solo sul voto elettorale che, di questi tempi, rappresenta un ricordo del passato. Un criterio per misurare lo stato della nostra democrazia riguarda i luoghi di lavoro e di studio. All’università Federico II di Napoli è stato pubblicato il bando per le elezioni della rappresentanza degli studenti, appuntamento atteso da quattro anni. Link, una delle organizzazioni studentesche più rappresentativa, chiede senza mezzi di termini di annullare questo bando e denuncia: “il termine per la scadenza della consegna delle liste è il 5 marzo. Per potersi candidare occorrono per ogni singolo dipartimento per il consiglio degli studenti, per il senato accademico, 200 per il consiglio di amministrazione e 100 per il consiglio di scuola medica. Il tutto entro il 5marzo. La scadenza è comunicata oggi. E per raccogliere le firme restano giovedì 27, venerdì 28, il week-end, lunedì e martedì che è carnevale. Quindi due giorni utili, per raccogliere 3267 firme in tutto. Giorni in cui non ci sono corsi, e quindi in cui le università  sono deserte. Tutte le associazioni che vogliono candidarsi aspettavano da mesi di capire come farlo, anche e soprattutto perché alla Federico II non si vota da quattro anni e moltissimi seggi sono vacanti sia per rappresentanti laureati sia per varie rimodulazioni degli organi”.

Secondo Link potrebbe esserci un problema di “poltrone”: “siccome a voler pensare male non si sbaglia mai, oltre ad incazzarci perché stata platealmente stuprata la democrazia e la garanzia di una rappresentanza per una volta sana e reale, espressione degli studenti, a questo punto ci sembra palese che c’è qualcuno che su questa situazione ci sta speculando, garantendosi le solite poltrone per le solite porcate,tra progetti e conferenze in cui garantire cfu in campagna elettorale , il tutto con soldi delle nostre tasse! E lo sappiamo per certo, visto che le associazioni che detengono il monopolio della rappresentanza del nostro ateneo da fin troppi anni oggi raccoglievano firme per i dipartimenti per candidarsi. E, nella migliore delle ipotesi, sapevano già  semplicemente perché sono state proprio loro, in quanto rappresentanti eletti, a scrivere lo stesso regolamento elettorale che danneggerà  tutte le altre liste. Tutte tranne quelle che sapevano prima quante firme raccogliere, e entro quando farlo. E a questo punto appare chiaro in che maniera riescano ad accaparrarsi da tanti anni gran parte della rappresentanza. Link Napoli è un’organizzazione che si propone di fare rappresentanza ma prendiamo categoricamente posizione contro questo bando, che va ritirato e rimodulato immediatamente,  senza se e senza ma”.

In attesa di risposte e evitare travestimenti dovuti al clima carnevalesco, occorre dare risposte a questi studenti. Almeno loro, sui temi della rappresentanza e della democrazia, stanno in guardia e rivendicano il diritto alla partecipazione. Il voto elettorale, magari, non è più il segno distintivo della nostra democrazia. Però negare la piena accessibilità alla rappresentanza, in tutti i luoghi della nostra vita e soprattutto in quelli dei saperi e dell’istruzione, trasforma definitivamente i cittadini in sudditi.