Per risolvere questa situazione economica non esistono situazioni facili ed indolori ma la verità è che mettere la testa sotto la sabbia e continuare così non può fare altro che portare a mali anche peggiori. Cè un detto tedesco che recita " meglio porre fine ad un orrore con un altro orrore che assistere ad un orrore senza fine". Gli Eurobonds (Projectbonds ?), l'unione fiscale, l'unione bancaria sono già dei fallimenti politici annunciati. Le trattative dureranno mesi/anni e porteranno ad accordi kilometrici poco chiari e deboli. D'altra parte basta comparare la Costituzione dell'Europa con quella degli Usa per rendersi conto che la capacità di sintesi non è un dono del parlamento europeo. Il mercato non aspetterà ancora per molto.

Le Germania fuori dall'euro significherebbe, una rivalutazione della loro nuova moneta ed una svalutazione dell'euro. I disequilibri ormai sono troppo grandi. Se la Germania continua così con questo gioco dei "salvataggi" alla fine dovrà essere salvata anch'essa, è inevitabile. Ovviamente questa soluzione non sarebbe certo senza conseguenze ma qui ci troviamo di fronte a quella che viene chiamata l'alternativa del diavolo. Non esiste una soluzione indolore a questa crisi europea. Continuare a fingere e a mentire non è più un'opzione percorribile.

I mercati non daranno ai politici europei i mesi e gli anni necessari per queste integrazioni di cui parlano. I mercati non daranno tempo ai politici europei perchè i politici non hanno ancora capito la vera natura del problema.

L'Europa ha un problema di solvibilità non di liquidità, nessuno ne parla, nessuna televisione o giornale spiega che il problema europeo non è un problema di valuta o di liquidità ma di solvibilità.

Le banche e gli Stati Europei hanno passività superiori ai loro assets, devono essere ristrutturate e non possono farlo con ulteriori mutui a fronte di collaterale a garanzia. Il sistema non ha più abbastanza asset da mettere a garanzia per coprire le passività.

Non è possibile rendere solvibile una banca o uno Stato continuando a concedere prestiti che dovranno essere restituiti con interesse. Così continuiamo nella follia finanziaria per cui l'Italia presta soldi per "salvare" la Spagna al 3% e poi si rifinanzia al 6%.

Caro Presidente, svendere l'Italia, le sue proprietà pubbliche, le sue infrastruttre e il suo oro per difendere un' "idea" indifendibile non è la soluzione corretta, avete "sognato l'unione Europea per "dimenticare" il passato ma il passato non si dimentica.

Estratto da, L'Economia della Germania Nazista:

… Anche l'export tedesco decollò nel corso degli anni '30. Infatti a partire dal 1933 il Ministero degli Esteri tedesco sottoscrisse una serie di accordi bilaterali con altri Paesi, soprattutto quelli dell'Europa sud-orientale, che regolavano il commercio estero sulla base del clearing. In pratica questi Paesi fornivano derrate alimentari e materie prime al Reich, che a sua volta esportava manufatti finiti (soprattutto armi e macchine utensili): per funzionare, il saldo doveva essere pari a zero. Il sistema del clearing era pensato per evitare la fuoriuscita di valuta dai propri confini: si trattava, di fatto, un'economia di baratto. I governi dei Paesi dell'Europa sudorientale (e anche l'Italia) non si resero mai pienamente conto che questo sistema subordinava sempre di più le economie nazionali agli interessi economici della Germania nazista: infatti più esse esportavano in Germania e più dovevano importare dalla Germania, anche se si trattava di prodotti di cui non avevano necessità; ma al tempo stesso la quantità di prodotti esportati verso i Paesi capitalistici diminuiva di anno in anno, rendendo impossibile l'acquisizione della valuta estera necessaria per importare da altri paesi. Questo schema economico negli anni 1940-45 sarebbe stato imposto a tutta l'Europa occupata.

Fu così che la Germania divenne la potenza egemone d'Europa ben prima che le armate di Hitler dessero inizio alla guerra. Infatti già a metà degli anni '30 la Germania era responsabile di oltre la metà di tutto l'import-export dell'Europa sudorientale. L'annessione dell'Austria, nel 1938, aggiunse anche l'arma finanziaria all'ingegnoso sistema ideato da Schacht poiché le banche viennesi erano, fin dal tempo dell'impero asburgico, le principali intermediarie del credito nell'Europa sudorientale. Ma i produttori tedeschi guadagnarono larghe fette di mercato anche al di fuori dei confini europei: per esempio nel Medio Oriente e nell'America latina. Il miraggio degli accordi di clearing proposti dalla Germania fu essenziale nel causare le crisi internazionali che, alla fine degli anni '30, portarono il Messico e il Venezuela a nazionalizzare l'industria petrolifera. Si comprende quindi come l'economia nazista fosse essa stessa un potente fattore di destabilizzazione dell'ordine mondiale al pari delle armate di Hitler…