Eravamo all'Istituto Italiano di Studi Filosofici quando -nell'estate 2012- l'avvocato Gerardo Marotta sigillò centinaia di migliaia di volumi in scatoloni diretti ad un capannone industriale di Casoria. Oggi, le sale che erano ingombre di scaffali e volumi sulla storia del pensiero, sono vuoti. Finiti i soldi, nessuno stanziamento da Regione o Governo, finiti anche gli averi personali dell'avvocato (finito in rovina per pagare fitti, stipendi e spese correnti), ecco che uno dei pochi fari della cultura napoletana nel mondo si spegne lentamente.

Nuovo sfratto all'istituto di studi filosofici di Marotta

Sessantamila volumi finiscono in manicomio. Sì, proprio nell'ex-nosocomio Leonardo Bianchi, chiuso ed in rovina ormai da anni. Da piccolo, ci andai con mio padre che lavorava come infermiere nella struttura. C'erano fila interminabili di malati, tenuti alla meno peggio a vagare per i corridoi storici dell'immobile, si accalcavano attorno al personale ed ai visitatori, chiedendo sigarette. Era un'altra epoca. Oggi quelle sale sono vuote, decadenti, crepate per l'umidità e instabili. Qui, il patrimonio culturale napoletano viene tombato, in attesa che la Regione Campania completi -con i fondi europei- la costruzione di una vera biblioteca destinata ai libri dell'Istituto. Non è stata ancora posata neanche la prima pietra dell'opera, che già è stata stravolta nei suoi progetti.

le stanze vuote dell' istituto italiano di studi filosofici

Un anno e mezzo fa si mobilitarono le folle di intellettuali napoletane a difesa dell'Istituto, vennero messi del Governo, arrivarono ministri della Cultura, parlamentari ed assessori comunali. Tutti si impegnarono a salvare i libri di Marotta. Nessuno di loro, nei fatti, ha concluso nulla. Decine le proposte avanzate, anche tra le più bizzarre, ma nessuna soluzione concreta. Intanto, le stanze vuote di via Monte di Dio, dove sono passati i grandi pensatori del secolo scorso, rimangono vuote e buie.