Ammore e Malavita dei Manetti Bros vola nelle candidature dei David di Donatello e si colloca a quota 15. A seguire Napoli velata di Ferzan Ozpetek con 11. Bene Nico,1988 con 8, insieme a La tenerezza e The Place. Infine la Gatta Cenerentola si colloca a quota 7. Questi i film che hanno ottenuto più candidature ai David di Donatello 2018, annunciate ieri a Roma a Viale Mazzini. Questa edizione, la 62/ma, vedrà quest'anno il ritorno della premiazione in Rai il 21 marzo.

La napoletanità come assoluta protagonista della premiazione perché non solo il film dei Manetti Bros, di Ozpetek e del quartetto composto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, ma anche La Tenerezza è ambientato a Napoli. Un dominio del capoluogo campano in tutto e per tutto, che riporta la città al centro della scena cinematografica italiana dopo tantissimi anni, dall’epoca d’oro del cinema italiano ma oggi Napoli è indiscutibilmente il centro della scena cinematografica italiana, per tutta una serie di motivi, che vanno dalla particolarità delle location, spesso scelte anche nelle zone limitrofe (Spielberg ha già un accordo con la Reggia di Caserta per girare il suo film previsto per il 2019), ma anche in provincia. Oppure ancora, i talenti che la città riesce a sfornare giorno dopo giorno, in ogni settore delle maestranze che compongono un film.

I David 2018 sanciscono definitivamente la qualità dell’audiovisivo partenopeo, con 41 candidature totali per i film sopracitati, che proseguono un percorso di rinascita di Napoli cominciato anni fa e che proprio il David di Donatello ha come timeline del viaggio.

Tralasciando i casi di Ozpetek e di Gianni Amelio, che hanno comunque una struttura molto eterogenea all’interno del film per quanto riguarda i lavoratori che hanno contribuito alla riuscita dell’opera, Ammor e Malavita e soprattutto La Gatta Cenerentola, sono Made in Naples in tutto e per tutto, o quasi e portano al centro della scena un tema che negli ultimi mesi ha fatto discutere l’ambiente della critica italiana, ovvero la qualità della scrittura.

Le due pellicole sono due volti della stessa medaglia, una è una sceneggiatura originale, creata dai registi e dal fido Michelangelo La Neve, già autore di Song ‘e Napule e storico scrittore di Dylan Dog da oltre 25 anni, l’altra è ovviamente basata sulla celebre fiaba di Gianbattista Basile, che oggi compie gli anni rendendo orgogliosa un’intera città.

Proprio lo scrittore giuglianese torna protagonista alla manifestazione perché già lo scorso anno con Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone si portò a casa ben 7 premi su un totale di 12 nomination e che poteva essere ancora più napoletano, dato che uno dei più importanti sceneggiatori di Garrone, Massimo Gaudioso, un partenopeo dal sangue azzurro, disse ai microfoni di Club Napoli All News su Tele Club Italia nei giorni immediatamente successivi al David, che l’idea iniziale dei due era di scriverlo proprio in napoletano, accantonata solo per la grossa mole di grandi attori americani presenti nel film che avrebbero influenzato la purezza della lingua partenopea.

Un Basile, che nel giorno del suo 452esimo compleanno, si sta riscoprendo, insieme a tutta la città di Napoli, un protagonista del cinema contemporaneo.