E’ di qualche mese fa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministero dello Sviluppo Economico numero n. 93/17 con il quale si è provveduto ad una importante revisione degli obblighi in materia di controlli degli strumenti di misura in servizio sulle reti gas, acqua-calore ed energia elettrica.

Il Provvedimento nasce dal decreto-legge n. 145 del 2013 che in particolare, l’articolo 1, comma 6-septies, chiede al MiSE di intervenire per assicurare una uniformità di sorveglianza su tutti gli strumenti di misura in servizio allo scopo di risolvere una schizofrenia normativa in materia, tutta italiana, stante anche l'adeguamento del quadro legislativo alle disposizioni comunitarie (D.lgs. 22/07 e s.m.i.)

Semplificando, per effetto della norma si introducono per la quasi totalità degli strumenti di misura presenti nelle case degli italiani specifici obblighi di verifica periodica (es. contatori idrici ogni 10/13 anni). Essendo però nella maggior parte dei casi i costi della verifica maggiori dell'acquisto del contatore stesso, si introduce di fatto un obbligo surrettizio alla sostituzione dello strumento.

Nei prossimi anni assiteremo quindi ad importanti piani di sostituzione massiva dei contatori, avendo il decreto previsto una moratoria di tre anni con possibilità di deroghe per l'allungamento del periodo “nell'ambito dei provvedimenti di regolazione adottati dalla competente Autorità amministrativa indipendente anche in funzione di eventuali piani di miglioramento dei servizi di misura con sostituzione degli strumenti di misura esistenti e per coordinare i conseguenti adempimenti, evitare oneri sproporzionati per gli operatori e riflessi negativi sui livelli dei prezzi” (cfr articolo 18,  comma 5 e 7).

Proprio per evitare agli utenti questi “oneri sproporzionati per gli operatori e riflessi negativi sui livelli dei prezzi”, l’argomento merita qualche riflessione dal punto di vista costi benefici nel settore idrico. Settore caratterizzato da un parco misuratori particolarmente vetusto, con apparecchiature basate sul principio di funzionamento di organi meccanici in movimento che per usura e incrostazioni, negli anni tendono a misurare mc di acqua a favore di utenza nel conteggio dei consumi.

Il problema riguarda il fatto che l'obbligo di sostituzione massiva di queste apparecchiature potrebbe distrarre le già scarse capacità finanziarie degli Operatori idrici, oggi più che mai concentrati nel migliorare il servizio rispetto alla situazione di infrazione comunitaria per la carenza di impianti (fognatura e trattamento dei reflui) nonchè dare risposte concrete alla comunità sull'abbasamento del livello delle perdite idriche delle condotte. Tutto ciò con un limite regolatorio tariffario agli investimenti funzionale a non far aumentare oltre un certa soglia le nostre bollette idriche.

Ogni Operatore idrico dovrà pertanto predisporre un realistico piano economico finanziario che assicuri priorità alla realizzazione delle opere maggiormente necessarie e urgenti sul proprio territorio. Su questo delicatissimo argomento dovranno svolgere attività di coordinamento e controllo autorizzativo le locali Autorità di bacino, sulla scorta delle disposizioni regolatorie dell’AEEGSI.

Cosa diranno gli utenti e soprattutto chi spiegherà agli Ufficiali metrici delle Camere di Commercio addetti ai controlli, la natura delle scelte operate in un quadro legislativo e regolatorio tanto interconnesso tra enti istituzionali a scarsa comunicazione tra loro, sarà tutto da scoprire.