– Ti sembro forse un personaggio di Conan Doyle?
– Almeno Sherlock Holmes esiste per la storia del cinema.

Partiamo da una premessa fondamentale. Quando si parla di Vittima degli Eventi (così come quando si parla di the Jackal), io sono di parte. Perché – se non lo sapeste – sono l’addetto stampa. Cioè, quello che si occupa dei rapporti e delle relazioni con i media (di qualsiasi genere, ndr) e che tende a tenere “pulita” la facciata pubblica del progetto. Sono come un PR, ma senza discoteca. Invito la gente a vedere, a capire, a curiosare. Poi chiedo “perché non ne scrivi?”.

Sì, insomma: i comunicati stampa lasciano il tempo che trovano. Nel mondo in cui viviamo – un mondo digitale e pieno di input e pochi, pochissimi, output costruttivi – aggiungere semplicemente altra carne al fuoco potrebbe essere più distruttivo che costruttivo. I giornalisti tenderebbero a fare copia/incolla delle informazioni, a non indagare. E la notizia avrebbe un risalto di poche ore, al massimo qualche giorno. Cosa che – in quanto addetto stampa – non posso accettare. Quindi si contatta la gente (a telefono, su fb, via twitter) e si parla. Perché i progetti vanno conosciuti. Perché scrivere solo perché si deve non basta. O sai o non sai. E a quel punto, se non sai, è meglio che non te ne occupi.

Milena Vukotic è Madame Trelkovski
in foto: Milena Vukotic è Madame Trelkovski

Ecco, detto questo penso che capirete perfettamente quello che sto per dirvi: parlarvi di Vittima degli Eventi come difficilmente ne avrete già sentito parlare.

Non ho seguito il progetto fin dall’inizio, l’ammetto. Anche perché, all’inizio, di un addetto stampa non ce n’era bisogno; i ragazzi (Claudio, Luca ecc.) erano tutto il giorno sul set, a lavorare. Solo dopo, durante la prima fase di montaggio, sono arrivato io. Ed ecco le riunione, i primi comunicati, le uscite sui giornali, il Giffoni e altri festival.

Ai giornalisti che mi chiedono “sì, ma perché ne dovrei scrivere?” ho risposto sempre la stessa cosa: perché è questo – non quello di Paolo Ruffini – “il film del web”. Che detto così sembra piuttosto riduttivo, quasi offensivo. E invece no. Arrivare dal web, sostenersi con il web, parlare con e per il web, non è una cosa negativa, anzi. È un nuovo modo – più utile – di fare cinema.

Passo a spiegarvi brevemente. Un ragazzo, o una ragazza, che arrivano dal web (e che, per forza di cose, "perché sono quelli – come dice qualcuno – i media più forti", puntano alla tv o al cinema) hanno dalla loro un’esperienza incredibile: sono abituati a fare tanto – tantissimo – con pochi mezzi. Sono quindi più economici, costano di meno; sono più pratici e non si perdono in inutili fronzoli. E sanno che cosa piace o non piace al pubblico. Perché prima di provare a fare il regista, sono stati spettatori. Perché prima di scrivere, hanno letto. (Cosa che, mi direte, fanno anche le leve, vecchie e nuove, del piccolo e del grande schermo. Sì, vi dico io; ma non sul web, dove tutti sono critici, padri-padroni e saggi illuminati. Lì pensare assume tutta un'altra dimensione. Perché hai poco tempo a disposizione).

Luca Vecchi e Valerio Di Benedetto, ovvero Groucho e Dylan Dog in "Vittima degli Eventi"
in foto: Luca Vecchi e Valerio Di Benedetto, ovvero Groucho e Dylan Dog in "Vittima degli Eventi"

Quindi Vittima degli Eventi, fin dalle sue prime ore, fin da quando Claudio e Luca hanno chiesto in video l’aiuto dei fan e hanno dato il via al crowdfunding (tra parentesi: è il primo esperimento italiano in questo senso), aveva già questa forza. Essere essenziale. Non nell’accezione negativa, ma positiva. È un film (mediometraggio?) senza fronzoli. Studiato. Limato a regola d’arte.

Detto questo, ritorno a quello che ho detto prima: perché questo e non i film di Paolo Ruffini sarebbe il “film del web”. Claudio Di Biagio, che è il regista, viene da youtube; idem Luca Vecchi, sceneggiatore e volto di Groucho. Non sono youtubers, intendiamoci. Hanno usato youtube – come i the Jackal e i the Pills – come piattaforma alternativa per incontrare il loro pubblico e offrire i loro contenuti. Ma comunque sì: hanno quel background essenziale e studiato di cui vi parlavo prima. Non perdono tempo.

Poi c’è Matteo Bruno, aka Canesecco, direttore della fotografia. E su questo, permettetemi di aprire una brevissima parentesi: avete visto la fotografia di questo film? Dal trailer, basta quello. In Italia, sul piccolo e grande schermo, trovare questa qualità è difficile. Una rarità. E di nuovo: qui non stiamo parlando di una super-produzione, ma di un progetto finanziato dal basso, che sarà costato all'incirca 30 mila euro.

Quindi abbiamo i the Jackal, signori incontrastati del “viral marketing”, che indovinate un po’: distribuiranno Vittima degli Eventi sul web. Ennesima differenza con il cinema: questo fan movie si affaccia nelle sale per lanciarsi, per una sbirciatina veloce, ma poi ritorna al web, gratis e fruibile da tutti. (Perché non possedete i diritti, direte voi. Sì, vi rispondo io. Ma pure perché questo è un film con un obiettivo, scardinare un sistema e parlare, di nuovo, al pubblico. Quindi quale miglior modo di farlo che andare su youtube?)

Abbiamo in questo modo quattro dei personaggi e gruppi più influenti dell’Internet italiano radunati sotto la stessa bandiera. E con loro ci sono attori di prim’ordine: Valerio Di Benedetto, che interpreta Dylan, ha sorpreso tutti con il suo ruolo in Spaghetti Story di Ciro De Caro; c’è Sara Lazzaro, la protagonista femminile, che è semplicemente perfetta; poi ci sono i “grandi” nomi: Milena Vukotic, Alessandro Haber e Massimo Bonetti. Tre veterani del cinema e della tv che si sono prestati a quest’esperienza. (La Vukotic, in un’intervista a Badtaste.it, ha ammesso di aver preso parte a questo progetto per “aggiungere un’altra esperienza al suo bagaglio”. E anche questo è un atteggiamento “da web”: provare sempre).

La forza di Vittima degli Eventi, tirate le somme, si riduce a questo: alla capacità di coloro che hanno preso parte al progetto di sapersi gestire, di convertire la loro passione in praticità; di unire il vecchio cinema al nuovo; di sperimentare, nonostante le tante resistenze di un sistema.

Quindi la prossima volta che vedrete qualcosa di Vittima degli Eventi, pensate a tutte queste cose. Rifletteteci. Poi, se vi andrà, “scrivetene”.

Per saperne di più: "Vittima degli Eventi: è online il final trailer del fan movie più atteso di sempre"