L'analisi del genoma umano ed in particolare la scoperta che alcuni geni sono collegati allo sviluppo di  malattie tumorali e non, stanno attirando l'attenzione delle fonti di informazione giornalistica.

Le notizie della mastectomia preventiva eseguita da Angelina Jolie in seguito alla scoperta della positività del gene BRCA1 che aumenterebbe le probabilità di sviluppare il cancro al seno e quella più recente del manager inglese che si è fatto asportare la prostata perchè positivo al gene BRCA2, hanno suscitato molto scalpore in campo scientifico e non solo.

Da una parte è ragionevole pensare al terrore che si può provare nello scoprire di essere portatore di un gene che prima o poi, con molta probabilità, porterà allo sviluppo di un cancro e può essere quindi giustificata la decisione di operarsi per ridurre o azzerare questo rischio.

Dall'altra parte è importante sottolineare che, con un'adeguata prevenzione, la diagnosi di un tumore può essere talmente precoce da ridurre ugualmente e nella stessa misura questo rischio.

E', tuttavia, di oggi la notizia che con un semplice prelievo di sangue sarà possibile prevedere se la mamma svilupperà la depressione post-partum.

Si tratta di un disturbo relativamente frequente che arriva a colpire 1 mamma su 3 e molto spesso è alla base di comportamenti lesivi verso se stessi e verso i figli, fino ad arrivare a gesti estremi come purtroppo si sono verificati anche recentemente.

La ricerca è stata pubblicata su Molecular Psychiatry: i geni in questione sono il  TTC9B e HP1BP3 e di loro si sa solo che sono importanti per l'ipotalamo, il centro cerebrale che regola l'umore.

Questi geni sono alterati nelle donne che, dopo il parto, presentano segni di depressione.

L'alterazione dei geni in gravidanza permette di predire, secondo questo studio, con una certezza dell'85%, se le gestanti svilupperanno il disturbo.

A differenza degli altri casi, in cui si è intervenuti chirurgicamente, in quest'ultimo sarà l'approccio psicologico ed ambientale a consentire alla futura mamma di evitare questo disturbo. In questo caso, un intervento mirato a superare il primo periodo subito dopo il parto con l'aiuto del partner, della famiglia ed un adeguato supporto psicologico potrà garantire una maggiore serenità alla neo-mamma.

Tutto sta nel saperlo in anticipo!