Se pensate che un'intera categoria vi minacci in qualche modo, rallegratevi perché potete intentare una causa contro quella brutta gente in tutto il mondo!

Non scherzo: da oggi c'è un precedente e dovete ringraziare Sylvia Ann Driskell. Contenti?

Vi spiego.

La signora Driskell – che si definisce "ambasciatrice di Dio e di Suo Figlio, Gesù Cristo" (lo metterà anche sui biglietti da visita?) – ha intentato una causa presentata alla corte federale dell'Omaha, Nebraska contro "i cosiddetti Omosessuali, cioè, Gay".

La signora, che parla in nome di Dio e Gesù Cristo (i quali per ovvie ragioni non possono pronunciarsi sul fatto), chiede al giudice John M. Gerrard di decidere una volta per tutte se l'Omosessualità è un peccato oppure no. Si legge infatti nel testo presentato dalla signora Driskell (scritto a mano e in un inglese stentato):

Gli Omosessuali dicono che non è peccato essere omosessuali. E che loro hanno il diritto di sposarsi; di essere genitori; e a Dio non importa della loro omosessualità perché Lui li ama lo stesso.

Tuttavia l'ambasciatrice di Dio e di Suo Figlio Gesù Cristo non porta alcun precedente giuridico su cui un magistrato possa basare la propria valutazione. Il tenore di tutte e sette le pagine è puramente teologico. Concetti collegati tra loro tramite semplici sillogismi logici:

Gli Omosessuali sanno di vivere nel peccato, altrimenti perché si nasconderebbero?

Ovvio, no?

Inoltre la 66enne sembra essere distrutta soprattutto all'idea che il "Grande Stato del Nebraska sia diventato tanto connivente nei confronti di questo abominio".

Sono delusioni!

Nel frattempo il caso è stato siglato semplicemente come "Driskell contro Omosessuali" e l'ambasciatrice di Dio e di Suo Figlio Gesù Cristo rifiuta di rilasciare alcuna dichiarazione.

D'altro canto si è già espressa più che chiaramente.