La squadra in campo è sempre la stessa seppur con qualche indisponibilità, nonostante tutto l’allenatore/regista Croce Costanza ha fatto in modo da far sentire meno il peso delle assenze. Il team, quindi, si ricompone in trasferta, a Canicattì. Riproponendo il proprio spettacolo “Dalla trazzera all’autostrada: storie e memorie di ordinaria illegalità”.

Dopo il successo casalingo, a Campobello di Licata, avvenuto il 31 agosto, adesso questo copione viene riproposto nella limitrofa Canicattì, il 22 settembre alle 20:30, presso il Teatro Sociale.

Il testo, come già verificato da chi ha avuto modo di assistere alla Prima, è veloce, con frasi ad effetto, con “aforismi” mitragliati sul pubblico in modo che possano incidere, oltre che teatralmente anche moralmente. Lo stile è ben lontano dalla tradizione delle lunghe battute, ripartite tra monologhi e dialoghi. Ora, invece, vi sono battute impulsive e decise, brevi e adamantine, di poche parole ma che “pesano come pietre”.

Questo è il teatro che si rinnova che unisce da un lato lo sguardo al futuro della creazione, anche attraverso luci e suoni (di cui si occupa l’aiutoregista Carmelo Alaimo) e dall’altro ha il coraggio di voltarsi indietro e vedere, purtroppo, che ciò di cui si parla non è una favola ma è la cruda realtà. Quella che hanno vissuto Puglisi, Impastato, Saetta, Livatino, Borsellino, Falcone e tanti altri. Votati più al dovere che alla vita.

Qui si cerca di raccontarli come si può anche attraverso uno spettacolo teatrale, purché il loro ricordo non venga sciupato o, peggio, perso. Infatti, questa è una delle più potenti armi della mafia: l’oblio; e ci si deve difendere anche da sopra un palcoscenico.

Si apre il sipario, si spengono le luci ed ecco, signore e signori, che inizi lo spettacolo.