Da piccolo volevo fare il benzinaio, mi piaceva l'odore della benzina. Ogni volta che ero in macchina con mia madre e si fermava al distributore venivo completamente avvolto da quel profumo inebriante di petrolio, poi vedevo la mano del benzinaio che dalla tasca tirava fuori un malloppo di soldi e, dopo aver intinto il dito nella saliva, incominciava a contare per dare il resto a mia madre. Pensavo: "Quanti soldi. Sarà ricco questo signore, potrà comprare tanti giochi ai suoi figli". Poi ad alta voce dicevo:"Mamma da grande voglio fare il benzinaio perché due cose mi piacciono di questo mestiere: l'odore della benzina e il malloppo di soldi".

Da piccolo volevo fare il giornalaio, invidiavo i signori che abitavano lì dentro, ci passavano intere giornate, al caldo, al freddo, con la pioggia, con il vento. Li invidiavo perché avevano la fortuna di vivere circondati da tanti giornali, libri, film, figurine, riviste, totalmente immersi da parole, da lettura, da sapere. Avevano una casetta tutta loro, dove passavano quasi tutta la giornata, i loro sguardi incrociavano mille occhi al giorno, storie diverse, vite apparentemente felici e apparentemente tristi. Conoscevano ogni singola richiesta o fissazione del cliente. Intrattenevano profondi discorsi intellettuali o biascicavano sillabe brevi rispettose. Pensavo: "Che bello anche io voglio un'edicola tutta mia, un posto dove stare, leggere e parlare". A casa dicevo: "Da grande farò il giornalaio, perché mi piace leggere e parlare e conoscere la gente".

Da piccolo volevo fare tante cose e tanti mestieri, mi innamoravo ogni cinque secondi, osservavo, scrutavo e mi immedesimavo. Sognavo di fare i lavori più strani al mondo, di ogni genere. Avevo una fantasia straordinaria.

Dal finestrino mi piaceva osservare il mondo circostante, l'esterno che si muoveva dal mio interno.

Seduto dietro in macchina accanto al finestrino, facevo certi viaggi, reali e immaginari, ero al sicuro lì, mio padre guidava sereno e cantava, mia madre dormiva, mio fratello era girato dall'altra parte, con lo sguardo rivolto verso chissà dove, anch'egli ad immaginare luoghi fantastici.

Da grande….chissà.