Foto: archivio Guardie Ambientali d’Italia (sezione staccata di Caivano)
in foto: Foto: archivio Guardie Ambientali d’Italia (sezione staccata di Caivano)

Non esistono parole adeguate per esprimere il dolore e la rabbia di una popolazione che chiede aiuto e non sa a chi appellarsi. L'Italia cerca una soluzione per la strage ambientale, che l'attanaglia da troppo tempo. Dopo tre anni di lavoro intenso sul territorio di Caivano, in provincia di Napoli (la mia città d'origine) ho potuto constatare dei fatti. Ho iniziato il mio percorso di volontaria del nucleo di Protezione civile con un collega, insieme al forte sostegno e alla collaborazione del funzionario locale responsabile dell'ufficio ambiente, ai volontari delle Guardie Ambientali d'Italia (sezione staccata di Caivano) all'Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco in Congedo (delegazione di Caivano) e la Tenenza dei Carabinieri (locale).

Foto: archivio Guardie Ambientali d’Italia (sezione staccata d’Italia)
in foto: Foto: archivio Guardie Ambientali d’Italia (sezione staccata d’Italia)

Autocombustione? Nessuno ci crede più!

Riguardo al numero abnorme di incendi che ogni giorno divampano in  Campania, nessuno ormai crede alla favola dell'autocombustione. Se solo pensiamo che ogni anno decine di migliaia di ettari italiani bruciano a causa di incendi dolosi (volontari) o colposi (per mero errore) dovuti alla speculazione edilizia, all‘incuria o la disattenzione dell'uomo, ci rendiamo conto che il problema è a monte. Bisogna agire sulla prevenzione, con l'insegnamento e la diffusione delle nuove procedure delle politiche ambientali. 

Climate change

Negli ultimi trentanni è andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale, e questo numero tenderà ad aumentare.  Quando un equilibrio naturale viene messo in crisi, l'intero ecosistema ne risente, ed è anche questo uno dei motivi per cui si parla di "climate change", che poi è uno dei trend topic più affrontato in Italia, spesso anche male. Siamo in una fase storica di profondi cambiamenti, dal punto di vista politico e scientifico, le frontiere non esistono più. I politici dell'intero sistema mondiale dovranno prima o poi farci i conti, inutile rispolverare il mito dell'economia interna, sono tutte cavolate.

Cittadini del mondo

Oggi siamo cittadini del mondo. Ed è proprio per questo che la Campania, insieme ad altre regioni italiane, dovranno prepararsi ai profondi cambiamenti in termini di natura ambientale. Con l'ascesa del Movimento Cinque Stelle, un dato di fatto c'è: la cittadinanza al governo prende forma concreta, e anche se spesso mancano le basi per amministrare la "res-publica" pare che il Governo ci stia lavorando. Ho fiducia nelle istituzioni e per questo che non smetterò di raccontare cosa accade nella mia "Terra dei fuochi", che ho imparato ad amare e difendere.

Estate, stagione ad elevato rischio incendi

Ormai, tutti noi sappiamo che d'estate aumenta il rischio di incendi, l'alta temperatura e il vento forte fanno evaporare parte dell'acqua trattenuta dalle piante, determinando le condizioni naturali all'innesco di incendi, il che è nell'ordine delle cose. Il problema sussiste quando a bruciare sono ettari con tonnellate di rifiuti speciali pericolosi.

La nuova dinamica degli incendi

Gli artefici di questo scempio ambientale cambiano, e di volta in volta, anche le modalità d' accensione dei roghi. Si parte dall'innesco semplice che divampa in un rogo classico di media dimensione al maxi rogo. La dinamica prevede prima un accumulo di materiale, che poi farà da base per il focolaio (pneumatici, scarti aziendali, rifiuti urbani, pezzi di autoricambio, materassi, elettrodomestici, e tanto altro) si passa all'accensione, e infine alla via di fuga. Oggi invece, poiché i controlli sono più ampi sul territorio, la dinamica è furtiva. Si tratta di micro incendi immediati. 

Vengono depositati su di un ettaro diversi rifiuti (di solito si tratta di rifiuti speciali) che saranno incendiati immediatamente, si crea così un rogo di piccole dimensioni; dopo poche ore si passa al nuovo scarico di rifiuti (nella stessa area) per causarne dei nuovi.

Si tratta di azioni atte a confondere la popolazione, incapace di capire la provenienza dei roghi e gli autori del reo sperano, in questo modo, di non risultare visibili, evitando l'attenzione mediatica. Questi eventi sono stati osservati nel perimetro dell'area Nord di Napoli (Caivano, Afragola, Acerra, Casalnuovo, Crispano, Cardito). Ciò non toglie che sia possibile constarli anche in altre zone della Campania, come in tutta Italia.

Il disegno è sempre lo stesso, si parte da un cumulo di materiale tossico, che deve bruciare insieme ad altri rifiuti. Si utilizzano degli pneumatici, che trattengono il calore e hanno un processo lento di combustione, sprigionando diossina a cielo aperto.

Nel frattempo, un territorio viene mappato, in base alla quantità dei rifiuti tossici da dare alle fiamme, e così si procede per tappe. Gli attacchi sono sempre mirati a destabilizzare i Vigili del fuoco, ciò causa disorganizzazione a seguito di una carenza di uomini, pronti a soccorrere contemporaneamente diverse aree colpite da più incendi. Per questo motivo, la Regione Campania sta mettendo in atto una serie di procedure atte a fare da supporto alle squadre dei pompieri, con nuove squadre anti-incendio.

Allarme in Sardegna, si procede per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale

S'apprende dall'Ansa (9 Agosto):

"Dopo i gravi incendi di luglio, che hanno devastato soprattutto l'Ogliastra e il Nuorese con centinaia di ettari di territorio andati in fumo, la Giunta regionale della Sardegna ha dichiarato lo stato di emergenza. Su proposta dell'assessore della Difesa dell'ambiente Gianni Lampis ha, infatti, deliberato di richiedere al presidente del Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. La direzione generale della Protezione civile regionale predisporrà ora una relazione tecnico illustrativa da inviare a Palazzo Chigi".