La sartoria è stata per tanto tempo il cuore economico del Sud.  Non a caso l'appellativo di "Maestri" per i sarti più importanti, quelli che con le loro creazioni hanno saputo stupire il mondo.  Oggi l'innovazione tecnologica e la globalizzazione sembrano voler offuscare quell'espressione di genio umano che è l'arte sartoriale.  Ci siamo tutti omologati verso la non cultura del bello, perdendo storia, cultura e bellezza.   Tutti ? Diciamo non proprio tutti.  A Napoli “Che Follia – Social Bazar” presenta  “CREA(R)TE – Reinvent your life!”. Venerdì 29 novembre a partire dalle 11,30 il Bazar ospiterà due laboratori sartoriali open-air a cura di: Action Women in CastelVolturno e Inclusione Alternativa, che promuovono percorsi di sostegno e integrazione socio-lavorativa per giovani migranti.  Non solo sartoria ma anche  degustazione.
Ecco infatti:

  • caffè e tisane by Coop Lazzarelle, prodotte con le detenute della casa circondariale di Pozzuoli;
  • crostini glutenfree del laboratorio Farinò, nato dall’associazione La Forza del Silenzio, impegnata nello sviluppo di servizi e rivolti a persone affette da autismo e ai loro familiari;
  • deliziose confetture by Cooperativa Stalker, che realizza percorsi di inserimento lavorativo destinati a persone con disagio psichico;
  • il ciortino dell'Associazione Scugnizzi, un biscotto portafortuna a forma di corniciello fatto dai ragazzi di Nisida

"Che Follia – Social Bazar" dimostra che è possibile valorizzare ancora le piccole realtà territoriali, con alto impatto sociale e che tutto quanto è nel nostro dna storico non può essere barattato con un presunto benessere legato alla globalizzazione e le sue logiche.  L'economia può coinvolgere il sociale . Per farlo deve rivedere i suoi schemi valorizzando tante realtà che del territorio stesso sono espressione.   Come affermato nella pagina di "Che Follia – Social Bazar" << Folle è pensare di favorire l’inclusione sociale delle Persone svantaggiate offrendo loro spazi per mettere in mostra e in vendita i prodotti della propria Arte.  Folle è credere che le cose fatte con l’Amore per la qualità e la bellezza possano fare breccia nel mercato. Folle è inseguire il sogno di una comunità più consapevole, che sceglie responsabilmente orientando i propri consumi nella direzione del Bene-Essere Sociale>>.  Ed allora….viva la follia!!!