Si. Può. Fare!

G. Wilder

Una delle parole più abusate, mistificate e malintese della nostra vita è proprio "vita". Dietro queste quattro lettere si annida una tale quantità di differenti concezioni, visioni, interpretazioni e definizioni, che non basterebbe una vita per sviscerarle tutte. Definire la "vita" in modo scientifico è compito di una disciplina chiamata biologia, appunto la "scienza della vita". Stupisce quindi constatare quanti tra coloro che fomentano campagne "per la vita" spesso abbiano una scarsa competenza in biologia. La soluzione del paradosso, probabilmente, è che la "vita" che costoro difendono non sia la stessa "vita" oggetto della biologia. Il mondo è bello perché vario.

Le forme di vita, almeno quelle che conosciamo sulla Terra, hanno due caratteristiche principali: sono in grado di utilizzare la materia e l'energia presenti nell'ambiente per impedire, almeno provvisoriamente, che i loro corpi si disgreghino e quindi tornino ad essere indistinguibili dal resto dell'ambiente; inoltre, sono in grado di generare copie di loro stessi. La prima caratteristica si chiama "metabolismo", la seconda "riproduzione". Fin da quando sono state comprese le caratteristiche dei viventi, si è posta la domanda se sia possibile realizzare artificialmente delle "cose" con tali caratteristiche.

Forse potrà sembrare paradossale, ma delle due caratteristiche che ho appena citato, la seconda è quella più facile da realizzare. Difatti, è già stata realizzata. Da qualche decennio, l'uomo ha creato delle "cose" capaci di riprodursi autonomamente, e spesso capaci di farlo con tale efficienza che sono nate aziende specializzate per contrastare questo fenomeno. I "virus dei computer" sono programmi informatici creati per compiere, tra le altre cose (spesso poco simpatiche), la seguente operazione: creare una copia del programma e inviarlo ad altri computer. E dato che il programma in questione è, a sua volta, un'istruzione per "creare una copia di sé stesso ed inviarla altrove", il programma si moltiplica, si propaga e si diffonde, riproducendosi allo stesso modo dei virus dell'influenza che sta circolando in queste settimane. I virus del PC sono forme di vita artificiale, almeno secondo la seconda delle due caratteristiche con cui definiamo un "essere vivente". Badate, che se negate questo status "vivente" ai virus informatici, dovete negarlo anche ai virus delle malattie. Un virus influenzale, a ben guardare, è solamente un grossa molecola con al suo interno le istruzioni per fare una grossa molecola. In breve, i virus informatici sono forme rudimentali di vita artificiale.

Ed il metabolismo? Pare che anche una forma rudimentale di metabolismo sia stata inventata, recentemente, e verrà presentata in uno studio pubblicato domani sulla rivista Science. In un esperimento realizzato da un team di fisici e chimici dell'Università di New York, centinaia di cubetti di ematite (un minerale contenente ferro) si muovono disordinatamente immersi in una soluzione chimica. Quando i cubetti sono illuminati con una luce blu, iniziano a condurre elettricità, la quale induce i cubetti ad aggregarsi, a formare delle strutture più complesse e, aspetto interessante, stabili nel tempo. In breve, i cubetti si aggregano spontaneamente in un corpo, e questo corpo rimane stabile fintanto che riceve energia sotto forma di luce blu. Quando la luce viene spenta, i cubetti iniziano a separarsi, fino a tornare indistinguibili dalla massa caotica esistente all'inizio, ed il corpo, di fatto, "muore".

Le analogie con il metabolismo tipico degli esseri viventi sono molto interessanti: come le forme di vita, queste "pseudo-creature" sono costituite dalle stesse componenti dell'ambiente circostante (i cubetti caotici), ed utilizzano l'energia dall'ambiente (la luce blu) per mantenere una coesione temporanea. Anche i nostri corpi "esistono" in base allo stesso meccanismo: il nostro corpo è formato dagli stessi elementi chimici dell'ambiente (in particolare, ossigeno, idrogeno, carbonio, azoto) e utilizza l'energia proveniente dal cibo per mantenere "insieme" la sue parti. Quando ciò non è più possibile, il corpo muore e i suoi componenti vanno incontro a decomposizione, alla totale disgregazione, tornando, di fatto, "cenere alla cenere, polvere alla polvere".

Lo studio di questi rudimentali esseri artificiali "quasi viventi" può quindi darci informazioni sui processi generali, fisici e chimici che, miliardi di anni fa, indussero sistemi di molecole semplici ad aggregarsi, formando i primissimi rudimenti delle cellule viventi. Un passo successivo sarà probabilmente, quello di realizzare un sistema dotato sia di caratteri metabolici (come i cubetti di ematite) sia di caratteri riproduttivi (come i virus informatici), che contenga in sé le istruzioni per auto-assemblare questi aggregati, utilizzare l'energia dell'ambiente per mantenersi stabile, fino a produrre altre copie funzionanti.

La speranza è che non si creino dei mostri di Frankenstein informatici, parassiti dei computer che oltre a saturare la memoria del PC, facciano arrivare a casa una bolletta della luce esorbitante.