La vicenda inizia nella tarda mattina del 28 ottobre. Dai rubinetti di alcuni quartieri della periferia est, San Giovanni e Barra, esce acqua grigio scuro e maleodorante come dimostra questa foto scattata da un residente: "puzza come la nafta”. Sui social inizia il tam tam di foto e battute ironiche. Eppure c’è poco da scherzare e tante sono ancora le incognite.

In un primo articolo uscito sul mattino.it si parla di un riversamento di manganese durante dei lavori  proprio in questi due quartieri e che tutto è sotto controllo. La notizia, però, non è ufficiale e Abc smentisce di aver fornito questa spiegazione. Inoltre con il manganese non c’è proprio da stare tranquilli. Il nostro organismo può tollerare una dose giornaliera del minerale che va da 1 a 5 mg nelle persone adulte. Vedendo quel bicchiere di liquido scuro, nel caso, sarebbero molto più elevate le quantità. E, secondo gli esperti, anche il ritorno dell’acqua alla “trasparenza” non vuole dire che le quantità siano diminuite. Resta, inoltre, il rebus della puzza di nafta che non può essere dovuta al manganese.

Ad oggi, in azienda non si sa ancora bene cosa sia finito nelle condotto idriche. Dai comunicati ufficiali si apprestano a tranquillizzare i residenti su un graduale ritorno alla normalità, eppure non c’è una spiegazione precisa. Alcuni dirigenti stamattina si sono recati negli uffici tecnici per capire mentre il presidente Maurizio Montalto è impegnato a Città della Scienza. Da fonti “ufficiose” di Abc si apprende che non hanno ancora identificato la sostanza finita nei rubinetti delle case e circola la notizia circa dei lavori poco distanti dagli impianti di raffinazione della Q8. L’ufficio stampa smentisce ma i lavori si sono tenuti proprio tra i due quartieri che al proprio confine hanno i serbatoi e l’oleodotto. Napoli est vive su una bomba ecologica che attende da anni una bonifica, ma se ne parla poco nonostante le denunce dei cittadini e le inchieste giornalistiche.

Ora tra i residenti c’è forte preoccupazione, soprattutto per la carenza di informazioni precise mentre i parlamentari 5 Stelle stanno chiedendo spiegazioni all'Amministrazione comunale e all'azienda idrica. Al sindaco Luigi de Magistris e all’azienda Abc vanno rivolte alcune domande:

quale sostanza è finita nelle condotte idriche? Chi ha dato la notizia del manganese? Se è manganese quali sono le quantità? Dove si sono svolti i lavori di Abc precisamente? Hanno lavorato vicino a tubi di trasferimento di oli e gas della ex zona industriale? Perché per sicurezza non si è scelto di chiudere erogazione idrica? Nonostante la “normale” trasparenza ci sono analisi che provano l’assenza di sostanze e pericoli nell’acqua?

Due anni fa una copertina de L’Espresso dal titolo “Bevi Napoli e poi muori” scatenò parecchie polemiche e proteste. All’interno, però, c’era un articolo molto dettagliato dei colleghi Claudio Pappaianni e Gianluca Di Feo. Il Comune dia spiegazioni chiare affinché non ci siano allarmismi e sia garantita la sicurezza sanitaria dei cittadini: perché nessuno farebbe bere quel bicchiere di liquido grigio al proprio figlio, o no?