Digital innovation, nuove professioni digitali, web marketing: ma anche socialità, cultura, educazione e sostenibilità ambientale. Il programma del Web Marketing Festival, l’evento tenutosi al Palacongressi di Rimini lo scorso 21, 22 e 23 giugno, si conferma punto di riferimento per il mondo del digitale abbracciando tutti questi temi e utilizzando l’innovazione come massimo comun denominatore e come fil-rouge per legare insieme persone e tematiche che, talvolta, possono apparire distanti tra loro.

Sala wMF
in foto: Sala plenaria

E così sul palco della Sala Plenaria del Festival, al fianco degli ospiti rappresentanti di aziende leader del mondo digitale, hanno tenuto il proprio intervento anche esperti e professionisti in grado di accendere i riflettori su ambiente e sostenibilità urbana e ambientale, macro-temi quanto mai attuali e strettamente connessi alla continua evoluzione del mondo digitale e dei suoi protagonisti.

“Siamo la prima generazione che percepisce il problema dei cambiamenti climatici e l’ultima che può farci qualcosa”.

Con queste parole Eleonora Cogo del Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici ha concluso il proprio intervento sul palco del Festival analizzando l’attuale relazione tra sostenibilità ambientale e innovazione digitale.

“Il rapporto tra digitale e ambiente è un tema che comincia ad attirare sempre più interesse. Personalmente ho notato un grande cambiamento e una nuova consapevolezza, da parte dei cittadini e delle aziende, dopo gli accordi di Parigi. Le informazioni di certo non mancano, ma la chiave è l’impegno di tutti, dai cittadini alle aziende.”.

Un trend positivo dunque, che si sta progressivamente rafforzando e che, secondo il parere della Cogo, dipende fortemente dall’impiego che si fa della tecnologia e di come vengono sfruttate le opportunità che essa offre: “più che di tecnologie buone o cattive, io parlerei dell’uso che se ne fa. Proprio un uso sbagliato della tecnologia ha causato in parte le problematiche che viviamo oggi, come l’aumento di gas serra nell’atmosfera. È necessario che la tecnologia venga utilizzata per innovare e salvaguardare il nostro pianeta.”.

Di tecnologia e di potenzialità inespresse ha parlato anche l’architetto e urbanista Maurizio Carta, internazionalmente riconosciuto come il teorico italiano della “città creativa”:

“la rivoluzione digitale permette di ridurre l’utilizzo di fonti materiali e quindi di spostare molte delle nostre attività da una dimensione meno erosiva. Significa ridurre le quantità di scarti e quindi di rendere le nostre città molto più sensibili all’ambiente, meno impattanti e con un’impronta ecologica minore. Abbiamo bisogno di ribaltare il nostro paradigma di sviluppo.”

La riflessione del professor Carta ha riguardato anche il rapporto tra innovazione digitale e urbanistica, due realtà che spesso viaggiano a velocità diverse e che dovrebbero invece procedere di pari passo per far sì che all’evoluzione digitale possa corrispondere una sostanziale crescita sociale e un incremento di benessere all’interno dei contesti urbani.

“Dobbiamo accelerare questa congiunzione temporale tra città, comunità e innovazione. Per farlo occorrono nuovi strumenti urbanistici e un nuovo modello di progettare le città”. La progettazione degli spazi urbani e delle città del (prossimo futuro), inoltre, andrebbe condivisa e basata sul contributo di più attori: “le amministrazioni devono dialogare con i makers, gli innovatori, le università, le scuole. Per creare “città aumentate” è necessario, per l’appunto, aumentare il numero degli attori che le progettano”.