Avevamo iniziato a scorgere barlumi di maturità, gioco, divertimento, per i protagonisti in campo e per i tifosi sugli spalti e sui divani, e ci chiediamo se l'impressione era giusta o se abbiamo preso una cantonata. La Juventus di Max Allegri perde la lucidità, la ritrova, sembra ingenua e sprovveduta per poi mostrarsi umile e agguerrita. La partita contro il Napoli ha mostrato tutte queste sfaccettature che destabilizzano un attimo chi gioca e chi guarda. Ma per la partita di ritorno contro l'Atletico Madrid del Cholo Simeone servirà  molto di più.

La vittoria contro i partenopei ha sicuramente segnato il ritorno in campo della Juve umile, dei gregari, del saper soffrire quando non si è al top per ottenere il massimo risultato. Atteggiamento fondamentale che la Vecchia Signora aveva un po' perso gongolandosi sui gol di CR7. Anche Ronaldo, dal canto suo, non sembra più coerente con se stesso. Un po' egoista e un po' stizzito dalla poca assistenza dei compagni, il campione portoghese fatica a ritrovarsi, s'incaponisce e, a parte qualcuno dei suoi soliti numeri, regala poca sostanza. Aggiungiamo pure che i bianconeri trovano il primo gol stagionale su punizione grazie al piede fatato di Pjanic, e non ai calci piazzati del pistolero che, fino a questo momento, aveva monopolizzato il punto di battuta.

In vista degli Ottavi di finale di ritorno di Champions League non basterà saper soffrire. La Juventus dovrà fare almeno tre gol senza subirne per sperare di passare il turno e accedere ai Quarti di finale, questo vuol dire che oltre a saper soffrire per mantenere un certo risultato a quel risultato, prima, ci devi arrivare. Massimiliano Allegri dovrà studiare una tattica che possa sovrastare il gioco in ripartenza dei Colchoneros, magari utilizzando una formazione a specchio: stesso atteggiamento e stessa predisposizione tattica da interpretare necessariamente meglio degli avversari che, in vantaggio di due gol, arriveranno a Torino chiusi e duri.

Oltre alle possibili difficoltà tattiche la Juventus deve anche vedersela con la situazione creatasi attorno ad Allegri. Pochi giorni fa il tecnico bianconero ha lasciato i social network a causa di insulti e minacce provenienti dai suoi stessi tifosi, quegli stessi tifosi che lui ha chiamato a raccolta per sostenere la squadra nel tentativo di ribaltare le sorti e proseguire il cammino europeo. Come se non bastasse le voci d'ultim'ora dei principali quotidiani nazionali danno il rapporto tra MrA e la Juventus praticamente alla frutta: su Libero si legge addirittura che l'allenatore toscano potrebbe lasciare la panchina prima della fatidica partita, martedì 12 marzo.

Certo è che la società torinese ha sempre saputo gestire queste situazioni, dalle scrivanie dirigenziali, passando per la panchina, finendo coi protagonisti in campo. Questo ci si aspettano i tifosi della Juventus, intendo quelli veri: professionalità, cuore e tanta grinta, soprattutto in campo. Tutto il resto può essere rimandato all'indomani, ma la vittoria no, quella non è possibile rimandarla.