Ci sono animali che da sempre esercitano sull'uomo un fascino fortissimo. Molto spesso questi animali sono mammiferi ma ci sono alcune eccezioni. Senza alcun dubbio i cavallucci marini fanno parte di questo gruppo. Io sin da piccola ho provato un'attrazione irrefrenabile di conoscere, studiare e curiosare nella storia e nel comportamento di questo strano pesce.

Oggi, milioni e milioni di questi piccoli animali vengono uccisi per i più svariati motivi: strane credenze che riguardano le loro proprietà terapeutiche (essiccando il loro corpo se ne ricava una polvere che dovrebbe curare l'asma); oppure diventano portachiavi e ornamenti della casa. Nell’Agosto del 2012 in Perù sono stati sequestrati più di 16.000 cavallucci marini essiccati che dovevano essere esportati illegalmente verso i paesi asiatici.  I cavallucci, che si trovano nelle acque calde a nord del Perù sono protetti dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES). La loro diffusione di fatto è notevole in molti continenti.

Sono pesci ossei lunghi da poco meno di un pollice (questa specie vive nel golfo del Messico) fino alla specie considerata gigante, lunga circa 16 cm.

La forma del loro corpo sembra una composizione di un artista folle. Se volessimo paragonarlo ad un mammifero è senza dubbio l'ornitorinco dei pesci.  La testa ha la struttura miniaturizzata della testa di un cavallo e il loro corpo termina in una coda (pinna caudale trasformata) a punto di domanda rovesciato che ha la funzione di consentigli di rimanere ancorati alle piante acquatiche e ai coralli. L’animale ha assunto nel corso della sua evoluzione una posizione verticale che ha comportato la scomparsa totale delle pinne ventrali, in quando hanno perso la loro funzione, e una riduzione o mancanza delle pinne anali e caudali. La posizione verticale ha permesso anche lo sviluppo di un collo relativamente lungo e snodato che permette all'animale di direzionare la bocca.  I cavallucci marini hanno la necessità di nutrirsi di notevoli quantità di fitoplancton e zooplancton ma sono facilitati nella loro attività venatoria da una vista eccezionale, facilitata dal movimento  indipendente degli occhi e dalla capacità di percepire una gamma cromatica molto ampia. Si alimentano aspirando plancton tramite un curioso becco la cui caratteristica principale è quella di avere le mascelle fuse assieme in una sorta di tubo con apertura terminale senza denti, che rende l'aspetto della loro testa simile a quella di un cavallo.

Possono vivere sia in acque dolci che salate.

La principale fonte di cibo di questi animali li rende particolarmente vulnerabili ai recenti e rapidi cambiamenti nella composizione chimica degli oceani (acidificazione) e per le possibili conseguenze, nell'arco di alcuni decenni, nei confronti degli equilibri degli habitat marini.

La conservazione della biodiversità implica la libertà per tutte le specie di continuare a vivere e a svilupparsi nel futuro, la libertà per le generazioni future di beneficiare della generosità della diversità. Questa libertà è ciò che la biodiversità ci offre, e il suo futuro e' nelle nostre mani.

Vandana Shiva
Dall’inizio della rivoluzione industriale, attraverso la singolare capacità di assorbire grandi quantità di CO2, gli oceani svolgono un ruolo cruciale nel moderare la velocità e la gravità dei cambiamenti climatici che ha conseguenze ecologiche potenzialmente gravi. Se il tasso di acidificazione attuale continua ai ritmi attuali, potrebbe portare ad estinzioni di alcune specie e al danneggiamento di altre.

A farne le spese, in primo luogo le barriere coralline, il cui ciclo riproduttivo che già da tempo è oltremodo minacciato. Ormai è già cominciato il turno di tutte le altre specie ittiche, crostacei, pesci e mammiferi, e tutti gli organismi in qualche modo collegati a questo delicato equilibrio, con riflessi catastrofici su tutta la catena alimentare che comincia negli oceani.

Ora vorrei raccontarvi qualcosa della vita dei cavallucci marini. Nome scientifico del genere Hippocampus.

Alcune caratteristiche comportamentali di questi animali li rendono assolutamente speciali nel mondo degli animali.

In numerose specie è stata osservata la fedeltà tra partner.

Una studiosa di etologia riconosciuta a livello internazionale ha descritto nei minimo particolari e con grande ammirazione lo straordinario display comportamentale (rituale) della danza di corteggiamento che avviene ogni mattina quando maschio e femmina si incontrano. Questa danza perfettamente sincronizzata dura oltre 15 minuti e prevede anche modificazioni nel colore delle livree. Oltre al significato puramente biologico che consente ai partner di stabilire lo stato ormonale del compagno gli studi di etologia cognitivi imputano a questo rituale un ruolo fondamentale nel rafforzare il legame emotivo fra i due pesci che faciliterebbe il mantenimento della loro unione nel tempo.

L'abilità a mimetizzarsi modificando il colore della livrea sembra essere una caratteristica di questo schivo animale.

Il secondo comportamento che questa volta prossimo azzardarci a definire assolutamente unico nel mondo animale, è la pseudo gravidanza maschile.

Proprio durante il rituale della danza di corteggiamento, seguendo una magica sequenza di movimenti armoniosi, la femmina deposita tramite l'ovodepositore di cui è dotata, un filamento di uova  telolecitiche (uova caratterizzate da una grande quantità di tuorlo, il quale garantisce il sostentamento per tutto il periodo dello sviluppo)  nella tasca del maschio.

Il neo padre dopo aver sigillato con cura la sacca, inizia ad occuparsi a tempo pieno e con grande pazienza delle uova che sono destinate a diventare i futuri avanotti.

Di fatto, alla sacca del maschio sono state finora attribuite funzioni respiratorie, di regolatore dello stato osmotico e di alimentazione degli embrioni. Durante il periodo d’incubazione, l’epidermide della parete interna dell’area incubatrice si arricchisce di vasi sanguigni e di speciali cellule molto simili a cellule con funzione di secernere sostanze. Ogni uovo, che rimane attaccato alla parete grazie ad una sostanza mucosa, rimane avvolto da un epitelio in grado di fornire nutrimento per diffusione ed assicurare sufficienti scambi gassosi. L'ipotesi della funzione osmoregolatrice dipende dal fatto che  la pressione osmotica della tasca incubatrice inizialmente è simile a quella del sangue paterno, mentre man mano che gli embrioni si sviluppano si avvicina sempre di più ai valori di quella dell'ambiente esterno. Sembra quindi che la sacca svolga il compito di abituare gli embrioni alle condizioni che troveranno all' esterno.

Il corpo del maschio produce prolattina, un ormone tipicamente femminile che permette al  corpo di secernere una sostanza nutritiva per gli embrioni.

Solo dopo diverse settimane il maschio espelle gli avannotti maturi, attraverso una serie di contrazioni dei muscoli della sacca che fanno apparire la situazione molto simile ad un vero parto.

Successivamente il compito del padre non è assolutamente terminato poiché i piccoli nuotano nelle vicinanza e all'occorrenza corrono a ripararsi nella tasca ventrale del padre. Inoltre continuano a nutrirsi della secrezione finché non saranno perfettamente in grado di alimentarsi in modo autonomo.

Chi come me non finisce mai di sorprendersi dello spettacolo della natura, non può non essere affascinato del comportamento evolutivo di questo piccolo ma straordinario animaletto che stravolge una delle invalicabili regole che separa i maschi dalle femmine. Inoltre è impossibile non subire il fascino di una vita emotiva che prevede un legame duraturo di coppia e la cura e l'allevamento della prole da parte del futuro padre pesce.