Candela, un piccolo paese di tremila abitanti in provincia di Foggia, s'appresta a diventare una realtà da vivere e scoprire. Sono diversi anni che l'Amministrazione Comunale con a capo il Sindaco Nicola Gatta, insieme all'aiuto di giovani volontari della pro-loco, sta cercando di valorizzare una terra ancora incontaminata. In occasione della Quinta Edizione “Candela in fiore”, il Comune ha organizzato un press tour, a cui anch'io ho partecipato, promosso dalla Regione Puglia (nell'ambito del Programma operativo Regionale “Attrattori culturali, naturali e turismo. Azioni per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche). A curare il programma nei minimi dettagli, con visite guidate destinate ai giornalisti e ai blogger, è stato Emiliano Moccia, con il contributo del giornalista Maurizio Tardio, che ha avuto il ruolo di press agent. Il progetto denominato “Candela in fiore, alla scoperta dei Monti Dauni” rappresenta uno dei tanti altri edumotional tour organizzati dalla regione.

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L'”infiorata” nasce dal presupposto che per rendere vivibile una città sia opportuno partire dall'idea della cittadinanza attiva. Condividere un momento creativo, come quello di "far germogliare" sul corso principale del paese una distesa composta da 36 mila fiori di ogni forma e colore, è sicuramente un buon punto di partenza. Il tappeto realizzato può annoverarsi tra i più lunghi d' Italia.

Come si realizza un'infiorata

Oltre alla suddivisione dei gambi dei fiori dai petali, si passa alle tipologie e ai colori. Ogni cittadino partecipa al rito della preparazione e tutti si riuniscono in piazza, il giorno che precede l'evento. Si cosparge la via principale del corso con della sabbia, poi si inseriscono degli stencil di legno colorato da riempire successivamente con dei fiori; solo dopo un lavoro che dura un'intera giornata, sforando anche le ore notturne, il tappeto colorato prende forma. Per fissare il tutto, sui fiori si cosparge dell'acqua con dello zucchero. I contorni scuri sono realizzati con un composto di caffè ed acqua, per restare in tema “bio”. Il giorno dell'infiorata, quest'anno avvenuta di domenica 20 maggio, il paese è in fermento. Il panorama è arricchito dalla presenza di curiosi che provengono da paesi e regioni limitrofi, che possono ammirare oltre la splendida passatoia, anche una sfilata di auto d'epoca; possono fare acquisti nei mercatini e degustare prodotti culinari locali. Visto dall'alto, il tappeto regala un panorama suggestivo. Ogni gesto meticoloso di ciascun cittadino di Candela è utile per rendere omaggio al proprio territorio. La presenza di così tante specie di fiori è stata garantita dall'azienda vivaistica Eurosa, presente a pochi chilometri dal paese, che è una delle realtà più importanti nel panorama italiano, dedita al trasporto di fiori all'estero, soprattutto Olanda e Germania. Specializzata nella coltivazione della dipladenia e piante grasse, oggi può vantare 280 dipendenti, soprattutto di genere femminile.

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Come trascorre la vita a Candela

La vita trascorre tranquilla a Candela, la comunità è coesa e le attività principali ruotano intorno alle economie locali, che vanno dalla coltivazione di diverse culture di grano, all'allevamento di bestiame. I giovani si dedicano alle attività ricreative, partecipando ad associazioni di stampo cattolico e laico. Il costo della vita è medio-basso. Il clima è fresco e ventilato, il paese infatti è completamente immerso in una vallata.

Ci sono diversi bed&breakfast distribuiti in paese, che seppur di piccole dimensioni riescono ad accogliere con gentilezza i turisti mettendoli a loro agio. Il mio ad esempio, era chiamato proprio “A casa nostra” e oltre ad avere un aspetto grazioso, ben curato e profumato, offriva agli ospiti delle colazioni preparate con torte e crostate fatte in casa. La cucina è genuina e si basa su prodotti di altissima qualità, dove l'industria viene completamente abolita dalla filosofia “Km 0”. Infatti è proprio così. È norma tra i gestori di ristoranti o agriturismi preparare i propri piatti partendo dalla produzione artigianale. Uova e latte freschissimi, erbe spontanee usate per condire i piatti o preparare delle ottime zuppe e infine le famose “orecchiette” prodotte spesso anche con del grano arso. Tra le diverse cose a cui il press tour ha partecipato è stato assistere alla preparazione di pasta fatta a mano, presso il ristorante “L'orecchietta”.

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Palazzo Ripandelli

Ma Candela non è solo questo. Il press tour, iniziato il 18 maggio fino al 23, è stato un motivo per visitare diverse zone del paese, tra queste è interessante il Museo del Giocattolo che ha reperti di bambole di ceramica, trenini e macchinine d'epoca a partire dagli anni'30 ai 90. Stupende le suggestive metamorfosi di Pinocchio, il primo esemplare di un flipper ed il mitico topolino in gomma degli anni'80. Il Museo del Giocattolo risiede nello storico Palazzo Ripandelli, risalente ai primi anni del ‘600, il palazzo era in origine appartenente al Colonello Decio Ripandelli, per poi passare direttamente al comune ad opera del proprietario per trasformarlo in un asilo per bambini bisognosi.

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La struttura si sviluppa su tre livelli, costruiti man mano in diversi secoli. L'ingresso principale è caratterizzato da un cortile aperto, al quale si accede da un portone impreziosito da un elegante portale in pietra. Dal piano terra si giunge ai piani superiori grazie ad un' imponente scalinata in pietra. Nel periodo natalizio, l'intero palazzo viene adibito come la Casa di Babbo Natale, a tal punto che oggi Candela viene definita “La capitale del Natale”.

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