I cittadini di Caivano non si arrendono, lo rendono noto alle forze dell'ordine, ai comitati civici e in tutte le sedi istituzionali. Il "No" alle eco-balle è un grido acuto che in parte, è stato ascoltato.

Il trasferimento di 15mila tonnellate di rifiuti, come previsto inizialmente dalla Regione Campania e l'affido alla Sapna S.p.A (società della Città Metropolitana) a seguito della chiusura del termovalorizzatore di Acerra per 40 giorni, non è avvenuto dopo un controllo dell'Asl Napoli2Nord di Caivano, ritenendo i siti di stoccaggio individuati -la ditta Di Gennaro S.p.a. e la Pontin- non idonei ad ospitare una quantità tale di rifiuti. 

A seguito di questa notizia, Giuseppe Mellone coordinatore cittadino di Forza Italia Caivano, lo ha annunciato prontamente sui suoi canali social:

"Il trasferimento di ulteriori tonnellate di rifiuti a Caivano è assolutamente improponibile. Non ci sono le condizioni, non arriveranno"

La battaglia sostenuta da Nino Navas, vicepresidente CSA- ASI Caivano (Pascarola) è stata rilevante, insieme a tanti industriali:

All'esito del sopralluogo effettuato e del tavolo tecnico durato oltre 5 ore sono state accertate tutte le criticità tecniche evidenziate dal Consiglio direttivo nella diffida inviata a città metropolitana. In queste condizioni, ribadisce l’avvocato Denis Scarmozzino l’adozione di un’ordinanza sarebbe illegittima e costituirebbe un provvedimento abnorme; circostanza che, peraltro era stata ampiamente anticipata nella nota inviata agli Enti preposti.
Il sopralluogo ha infatti confermato che anche la sola proposta di indicare l’ex Igica per il deposito delle eco-balle non è stata supportata,a monte, da idonea istruttoria considerato che per rendere l’area idonea sotto il profilo igienico sanitario e ambientale al deposito delle eco-balle dovrebbe essere adeguata con rilevanti interventi i cui tempi di realizzazione supererebbero ampiamente quelli del periodo emergenziale.
Non solo, nel corso del sopralluogo è stato addirittura dimostrato che non sussistevano i presupposti per poter emettere i pareri di propria competenza, in assenza della preventiva acquisizione delle necessarie relazioni e della documentazione tecnica propedeutica al rilascio degli stessi.

Dopo queste innumerevoli discussioni, la popolazione è scesa in piazza per affrontare da vicino gli esiti che avrebbero avuto le conseguenze di tali disposizioni.

Successivamente il meetup del Movimento Cinque Stelle di Caivano, formato da attivisti particolarmente dediti alla questione ambientale, hanno tenuto a sottolineare che la vittoria non ha un colore politico, bensì il carattere di una comunità: 

Non cantiamo vittoria per il semplice fatto che nessuno ha vinto nessuna battaglia e chi rivendica questa notizia come un successo egoisticamente politico è solo in cerca di consensi.

Intanto, su previe sollecitazioni, si era sostenuto il dovere di effettuare gli opportuni controlli, ribatte ancora Forza Italia:

“Verificare col massimo rigore se Caivano possa effettivamente ospitare le annunciate 15 mila tonnellate di rifiuti oppure se, come riteniamo, non vi siano le condizioni, né tecniche né giuridiche, per procedere”.

Continua Antonio Angelino, ex consigliere e coordinatore del movimento civico “CaivanoConta”, con l'intento di proseguire la battaglia della tutela ambientale su di un campo neutrale:

Domani (venerdì 30 agosto) è previsto il sopralluogo a Caivano per verificare la definitiva fattibilità della decisione in relazione allo stoccaggio di rifiuti. Alcune riflessioni sono necessarie lontane dalle strumentalizzazioni interessate di chi cerca solo visibilità e qualche voto fregandosene delle reali necessità del territorio. Politicamente il dato storico è questo: centrodestra e centrosinistra hanno governato la questione rifiuti in piena continuità individuando sempre gli stessi territori come ammortizzatori di qualsiasi emergenza. Ecco perché il problema non è politico, inteso come schieramenti, ma toccherebbe alla politica locale aprire una vertenza con i riferimenti regionali. Senza distinzione e colore.

Il meetup Movimento Cinque Stelle ha concluso con un comunicato pubblicato su "Il Giornale di Caivano":

Caivano non ha bisogno dei soliti salvatori della patria che speculano sui disagi veri del paese con slogan acchiappavoti, ma di verità e responsabilità.

La commissione straordinaria -presieduta dai vice prefetti Fernando Mone e Giovanni Cirillo e dal dirigente Roberto Andracchio- ha appoggiato la scelta dei cittadini con l’obiettivo di impedire il deposito di altre decine di tonnellate di balle. 

Intanto, Giuseppe Mellone (Forza Italia)  rende noto che la Regione Campania ha indetto per il 15 ottobre una conferenza di servizi per l'approvazione del progetto presentato da Ecotex s.a.s., un privato che ha richiesto l'autorizzazione per la realizzazione e la gestione di un impianto adibito all'attività di stoccaggio e il trattamento di rifiuti recuperabili non pericolosi mediante igienizzandone e selezione degli indumenti a Caivano.

La conferenza convoca la commissione straordinaria a partecipare e sarà proprio compito dei vice-prefetti analizzare dettagliatamente la situazione per evitare un ulteriore disastro ambientale. Le nuove eco-balle resterebbero per un tempo indefinito a marcire in un territorio già troppo inquinato. Lo STIR di Caivano è pieno zeppo di rifiuti.

Non basta tutta la spazzatura del mondo a riempire le tasche di coloro che ci sguazzano in questo business…

Il progetto ambizioso della Regione Campania di spedire tonnellate di eco-balle a Caivano, pare essere stato (per ora) solo accantonato, e i cittadini temono il peggio, per questo motivo sono scesi in piazza mobilitandosi attraverso la creazione di movimenti civici, coordinati da attivisti e associazioni ambientaliste, con lo scopo di tutelare a tutto tondo l'ambiente. L'aria a Caivano è tutti i giorni irrespirabile. Gli odori nauseabondi causati dai roghi tossici continuano a preoccupare le persone, che si sentono totalmente impotenti davanti allo scempio ambientale che devasta ogni forma di speranza.