C'era una volta un indignato di nome Andrea Pamparana, un giornalista che aveva cominciato a lavorare al Tg5 di Enrico Mentana fin dagli esordi svolgendo il ruolo di caporedattore centrale a Milano, erano i primi anni novanta e in quel periodo era scoppiata Tangentopoli.

L'indignato non rimase a guardare e documentò tutti i fatti tanto d'aver fornito la notizia che la procura di Milano ha chiesto al gip l'ordine di custodia cautelare per Marcello Dell'Utri e altri cinque manager riguardo l'inchiesta sui bilanci di Publitalia, primo caso durante Tangentopoli in cui una richiesta d'arresto viene anticipata da giornalisti. Questo lo portò ad essere indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio, insieme all'allora direttore Mentana, entrambi furono assolti ma dovettero pagare un'oblazione di 250.000 lire per pubblicazione di notizie coperte da segreto.

La carriera da "Indignato Speciale", dopo l'esperienza nel ruolo di inviato Pamparana comincia a vestire quelli dell'indignato, scrivendo molti libri e conducendo un programma radiofonico su Rtl 102.5 dal titolo L'indignato speciale, che diventerà anche il titolo di un suo libro e della rubrica che avrà all'interno del Tg5 a partire dal 2007, anno dell'arrivo di Clemente J. Mimun alla direzione del Tg5.

Poi il precipizio, Pamparana si è dato a molte inchieste nella sua carriera giornalistica, alcune anche discutibili ma questo gli avevano dato un ruolo di tutto rispetto all'interno del giornalismo italiano, poi arriva il 12 maggio. Canale5 trasmette in prima serata, alla vigilia della sentenza del Processo Ruby, un docufilm dal titolo La guerra dei vent'anni – Ruby ultimo atto, firmato da Andrea Pamparana.

Le polemiche su Twitter, come sempre il social network non manca mai tanto che c'è stata l'esplosione dell'hashtag #laguerradei20anni contenti tweet alquanto critici sia da parte di molti colleghi che dagli utenti della rete che hanno usato parole sarcastiche e offensive sia nei confronti dei protagonisti, Ruby e Berlusconi, sia nei confronti dello stesso Pamparana che ha rincarato la dose sostenendo che il processo Ruby e tutta una farsa.

Risultato, Canale5 è precipitata negli ascolti, sorpassata da Rai1, Rai2, Rai3 Italia1, facendo ascolti pari alla soap opera in onda su Rete4 con un share inferiore al 6%, tanto da aver dietro solo (appunto) Rete4 e La7, questo a conferma che l'informazione in prima serata sull'ammiraglia del Biscione non funziona e che l'informazione Mediaset non è credibile. Inoltre c'è Andrea Pamparana, giornalista che in una sola serata si è giocato non la carriera ma la reputazione di giornalista, anche se a Mediaset, e in parte anche in Rai sembra che la cosa non conti nulla.