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Dio salvi la Regina. O almeno la salvi prima che muoia Sansone con tutti i Filistei. Perché anche Sansone quel giorno, circondato da Filistei, si era reso conto di non essere imbattibile.

Non sarà stato probabilmente lo stesso pensiero di quel 51,9% circa di cittadini del Regno Unito che ha deciso che un'isola debba tornare a fare l'isola, e non può immischiarsi con i problemi degli altri. E poi c'è il servizio sanitario, e gli immigrati, e i burocrati europei, e bla bla bla fratelli.

Poi ci sono quelli che non avevano capito che votare Exit significava proprio Exit, perché a volte le parole sono importanti. Ma questa è un'altra storia.

Poi c'è Sansone Cameron che per scalate interne al suo partito di Filistei conservatori, ha giocato a chi la sparava più grossa, del tipo "usciamo dall'Unione Europea", per battere i suo rivali, strizzare l'occhio all'UKIP, partito estremista e contrario all'Europa, e per avere argomenti di contrattazione con Bruxelles. Solo che se giochi con i fuochi d'artificio e non sei un fochista, finisce che inneschi la miccia e  che il petardo possa anche scoppiarti in mano. Così capita che Sansone Cameron vada a Bruxelles e contratti agevolazioni e trattamenti di favore, ma quando torna sull'isola la micca è già innescata, e hai voglia a ripetere "meglio restare in Europa". Perché Exit significa proprio Exit, e a volte le parole sono importanti.

Brexit

Fatto sta che in un sol colpo, Sansone Cameron perde il referendum, la poltrona da primo ministro, il partito che si divide, l'Europa dalla quale la Gran Bretagna esce, e persino (forse) la Gran Bretagna stessa, visto che Irlanda del Nord, Scozia e Gibilterra hanno gia' dichiarato di voler restare in Europa e salutare la Regina.

Poi c'è Farage (UKIP) che non può credere al regalo fattogli dall'ex primo ministro: un risultato per il quale lui deve solo salire sul carro del vincitore, dare due interviste alla stampa, far credere che questa è la sua vittoria, nonostante il flop nelle ultime elezioni.

Poi ci sono i vecchietti del countryside, quelli dipinti come tutta birra, football e nostalgia dei bei tempi che furono. Quelli che per nostalgia della grande guerra hanno pensato bene che un'altra grande guerra in Europa ci starebbe pure bene. Quelli che hanno votato Exit perché tanto siamo un regno, una volta un impero, una volta anche una potenza coloniale. Avranno pensato lo stesso al Cairo prima che finisse la civiltà dei Faraoni, a Roma prima che si dissolvesse l’impero o a Madrid prima che l'Invincibile Armada fosse sconfitta, chissà.

Perché i tempi cambiano, e il mondo non è più lo stesso da quando il Regno Unito aveva un impero. Non lo è nemmeno da quando ha iniziato a circolare l'euro nel vecchio continente, poco più di 10 anni fa.  Gli equilibri geopolitici sono cambiati e cambiano così velocemente che dal 24 giugno 2016 il mondo potrebbe non essere piu' come lo era il 23 giugno 2016.

Infine c’è la Regina, che Dio la salvi. Quella che ha visto la grande guerra e la sua fine, l'impero e la sua fine, la Gran Bretagna nell'Europa e la sua fine, e che rischia di vedere la Gran Bretagna e la sua fine. Lei che sa che il mondo è cambiato, anzi cambia velocemente, e un'isola può essere impero o può essere isola, perché le parole sono importanti. Speriamo solo che abbia un asso, l’ennesimo, nella Manica.