Centro storico di Bovino |  Ph: Vince Cammarata
in foto: Centro storico di Bovino |  Ph: Vince Cammarata

Le radici di Bovino risalgono all'epoca romana, ed è ricordato per diversi motivi storici. Nel 217 a.c., ad esempio, Annibale vi si accampò prima della celebre battaglia di Canne, una delle principali della seconda guerra punica, che vide i Cartaginesi contro i Romani. Col tempo, il borgo fu fortificato dai Bizantini nell’Alto Medioevo, periodo in cui furono anche costruiti il Duomo (905 d.c.), la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che rappresenta il più antico esempio di romanico pugliese. All'interno del museo diocesano, che è parte integrante del Castello Ducale, è conservato un frammento delle spine che formavano la corona di Gesù Cristo durante la sua crocifissione.
Bovino è anche riconosciuto come “la città degli ottocento portali di pietra”, che abbelliscono quasi tutte le abitazioni private, visibili ovunque e di varie fattezze, in base all'importanza del tipo di costruzione.

Uno degli 800 portali di pietra di un’abitazione del centro di Bovino
in foto: Uno degli 800 portali di pietra di un’abitazione del centro di Bovino

Il Castello ducale di Bovino

Castello ducale di Bovino | Photo: Vince Cammarata
in foto: Castello ducale di Bovino | Photo: Vince Cammarata

A pochi passi dal centro abitato dove c'è il corso principale, su di uno sperone roccioso sorge il bellissimo Castello ducale di Bovino. Si narra che il castello fosse famoso soprattutto perché all'interno vi sostavano delle scorrerie di briganti, che erano soliti assalire le carovane o le carrozze provenienti dalla Campania, costrette a passare proprio da quelle parti, a causa di una ripida zona montuosa. Col tempo, il castello fu la roccaforte dei Longobardi e dei Bizantini, come sembra attestare la torre circolare “a cavaliere” costruita in età feudale, sotto la famiglia di Loretello, signori di Bovino dal 1059 al 1182, ed è basata su di un tronco piramidale. La torre ha all'interno un orologio del 1700.

Torre con l’orologio dell’800 all’interno del Castello ducale
in foto: Torre con l’orologio dell’800 all’interno del Castello ducale

Successivamente, il castello ducale divenne residenza dell'esercito dell'imperatore Federico II di Svevia, il quale diede una certa rilevanza al borgo. Possiamo ricordare anche altri personaggi importanti che vi sostarono, considerando il castello come residenza estiva, tra cui Manfredi, figlio di Federico II; gli Angioini, sovrani del Regno di Napoli, gli Estendardo, i loro parenti, e la famiglia spagnola dei de Guevara, residenti fino al 1961. Grazie al loro contributo, il castello fu ampliato con diverse costruzioni con architettura seicentesca. Nel giardino del castello ci fu anche Torquato Tasso e Giovan Battista Marino, il papa Benedetto XII e Maria Teresa d’Austria. All'interno, è possibile osservare l'opulenza del castello, una parte è dedicata al Museo Diocesano. Oggetti ed abiti sacri dal valore inestimabile, come le prime cartine geografiche in scala, riprodotte come quelle presente ai Musei Vaticani, ex voto di famiglie nobiliari e resti di manoscritti antichi risalente ai primi anni 1000.

Oggi il castello è meta turistica, ma essendo affidato al comune, è una location che si presta ad eventi e manifestazioni. A breve, ci sarà una nuova giunta comunale, ma il Sindaco attuale di Bovino, Michele Dedda, già ha dichiarato che ci sono delle alte probabilità di destinare un salone del castello ad una scuola di chef che si occuperanno di cucina tipica pugliese. Non è raro, inoltre, aver visto girare in passato delle scene di film importanti come “Noi credevamo” del regista Mario Martone.  All'interno della città, il film “Marina” del regista belgo Stijn Coninx.

Concattedrale di Santa Maria dell’Assunta | Photo: Vince Cammarata
in foto: Concattedrale di Santa Maria dell’Assunta | Photo: Vince Cammarata

Concattedrale di Santa Maria Assunta

Nel cuore di Bovino, troviamo la Concattedrale di Santa Maria Assunta, anch'essa in stile romanico pugliese, con asse asimmetrico esterno per livellare il piano interno centrale. Ci sono diversi elementi bizantini e la facciata è attribuita ad un architetto gallico che la costruì nel 1231, di nome Zano.

La base è a croce latina con la navata centrale doppia su quelle laterali e con presbiterio rialzato da gradini. Le colonne, tutte in granito, provengono probabilmente da edifici romani, con dimensioni ed altezze differenti,e ciascun capitello ha forme differenti; troviamo varianti di stile dorico, ionico e corinzo. Era un'usanza molto comune quella di riutilizzare delle parti di antichi templi pagani che sarebbero servite per impreziosire le nuove chiese cristiane.

Dietro l'altare, s'erge un organo, e antistante ad esso, una scalinata con un coro. All'interno del coro, prettamente in legno massiccio, è possibile ritrovare tutti “i segreti della città”. Si comprende il valore simbolico di chi vi partecipava, delle sedute importanti che erano destinate soltanto a coloro che erano davanti, ma ogni elemento del coro rappresenta delle figure alquanto strane. Oltre ad essere raffigurati mostri e demoni che avevano il compito di esprimere il “peccato” contro il volere divino, è possibile contemplare la figura di un animale mitologico, la Melusina, che simboleggia la fertilità. Poi ai braccioli del trono centrale, vi sono delle teste di due Maya, per rappresentare i diversi viaggi di “civilizzazione” che la Chiesa Cattolica faceva per professare la religione in tutto il mondo. Al centro del trono principale la figura di San Giovanni che viene sempre raffigurato in età giovanile.

Il buco di San Marco | Ph: Vince Cammarata
in foto: Il buco di San Marco | Ph: Vince Cammarata

Accanto all'altare, c'è una scalinata che da accesso al cappellone di San Marco. Si tratta di un'altra chiesa all'interno della stessa cattedrale, con uno stile diverso, nata inizialmente come portale monumentale. L’edificio fu realizzato nel 1197, come attesta un’epigrafe datata al 1703, probabilmente per l'arrivo a Bovino, delle reliquie di San Marco, col tempo è divenuta anche la sede delle tombe dei maggiori vescovi che dominarono l'antica diocesi di Bovino.
Lo stesso San Marco d'Eca (l'antica Troia) è riportato in un'epigrafe che racconta di una strana leggenda. I passanti infatti, sostandovi, possono esprimere un desiderio inserendo un dito in un foro… Sommersi da un panorama spettacolare.

Vista panoramica dal centro di Bovino | Photo: Vince Cammarata
in foto: Vista panoramica dal centro di Bovino | Photo: Vince Cammarata