C'è chi inorridisce davanti ad una tale notizia. C'è chi resta sulle sue, giustificando ogni gesto con il libero arbitrio. Io? Non lo so. Se il mio sogno dovesse essere quello di diventare come una Barbie, qualche domanda me la porrei e non so davvero se riuscirei a farlo.

Ken

Novanta interventi chirurgici, ben novanta, per diventare l'"uomo perfetto", muscoloso, plastico, con naso e labbra curate nei minimi dettagli. Ma io mi chiedo, un po' di palestra, no? Ci sono anche metodi "naturali" per potersi migliorare ma ovviamente implicano lo sforzo, l'impegno, la costanza. Tre elementi difficili da trovare oggigiorno. Sicuramente inesistenti in Justin Jedlica: o, meglio, la costanza ce l'ha avuta ed è quella di essere riuscito a sottoporsi così tante volte a dei cambiamenti drastici del proprio essere.

Io penso che nel momento in cui si cambia fuori, si cambi anche dentro. O forse è proprio il contrario? A tutti capita di volere una svolta e magari di cercarla nelle piccole cose, un taglio di capelli, l'iscrizione in palestra anche se si è estremamente pigri, un viaggio da soli, un acquisto pazzo. E poi, oggi, ci sono anche le "grandi" cose: la trasformazione totale.

Justin ha cominciato il suo percorso di trasformazione a soli 22 anni e risponde alle critiche facendo spallucce. Quello di diventare Ken era per lui un sogno e finalmente è riuscito a realizzarlo. Come? Con 90 interventi, 100 mila dollari e un gran coraggio che potrebbe facilmente essere scambiato per mancanza di sanità. Ma di chi è la colpa? Chi può prendersi sulle spalle la responsabilità di questa estrema ricerca di bellezza, così invasiva, pungente, sorprendente? Una ricerca che arriva alla modificazione del corpo perché nel corpo non la si riesce a completare, una ricerca affannata, isterica, contagiosa all'aspetto più bello, perfetto, indimenticabile, a quell'aspetto che oltre a farci stare bene con noi stessi, ci fa essere accettati dagli altri. O, forse, è proprio l'accettazione altrui l'elemento centrale di questa caccia?