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Il sentimento generale riguarda la capacità di ogni individuo di poter dire qualsiasi cosa su qualsiasi argomento. Non esiste più un filtro introspettivo che ci aiuti a capire se abbiamo le competenze tali per far emergere una personale opinione. Tant'è che, oggi come oggi, si è arrivati a destruttura ancor di più il concetto che la bocca viene aperta principalmente per dare un posto sicuro alle mosche. Ampliando, comunque, un contesto nel quale si inciampa in discorsi qualunquisti con altrettanta ignoranza, mossi da slogan comunicativi privi di fondamento e senza una corrispettiva visione della realtà, distorta in favore dei propri interessi.

Le persone che rientrano in questo insieme hanno rotto il c.a.z.z.o., obiettivamente parlando. Attenzione, però: l'insulto nasce nel momento in cui ci si ferma meramente alla parola. Anche perché, se osservassimo bene, ciò che è stato scritto non è un insulto, ma un acronico che nasconde cinque discorsi contro chi sbandiera con orgoglio un'ignoranza becera e insensata. Cioè, chi ammette di non avere una cultura ampia, ma si avvale del diritto di poter sindacalizzare su qualsiasi cosa: dalla medicina all'astronomia, per dire.

Avete rotto il c.a.z.z.o., quindi, non è un modo per dire che certi individui hanno distrutto il nostro quieto vivere. Bensì, far notare le cinque aree che, nel corso degli ultimi anni, si sono rotte a causa dell'impossibilità di ammettere che c'è un problema di analfabetismo funzionale. O meglio, che l'incedere quotidiano della pubblica ignoranza ha creato un pubblico consapevole di esserlo, ma che giudica tale condizione un plus, una caratteristica che li categorizza al di sopra di altri. Li rende parte dell'élite tanto odiata.

Avete rotto la Cultura

Dunque, ciò che possiamo dire fin da subito è che avete rotto la Cultura. L'avete destrutturata di ogni suo concetto esistenziale, mettendo nel suo calderone anche la non-cultura, favorendo una crescita infervorante di bigottismo, cyberbullismo, razzismo e fascismo. Tutti concetti opinabili, alcuni sono anche reati. La concezione sociale, ora, non dipende più da cosa effettivamente rientra nella sfera culturale di un paese civile e garantista, ma consiste in una manipolazione sociale da parte dei singoli con lo scopo di creare consensi nel proprio orticello di massa. Una massa che sa parlare solo attraverso l'odio. Forse ‘odio' è anche un termine riduttivo, perché il sentimento che si sta sempre più diffondendo è il disprezzo umano nei confronti dell'alterità. La cultura, che dovrebbe racchiudere entro sé un variegato insieme di storie, è chiamata da un circolo ristretto di cervelli asinini a chiudere le porte (o i porti) a chi è diverso da noi. Che poi, a dirla onestamente, ma chi sono ‘sti ‘noi' che tanto vengono sbandierati? Gli italiani non possono essere, visto che anche questi vengono costantemente presi di mira dagli stessi conterranei.

Avete rotto l'Abilità

Ciò che è Abilità è radical chic. Sei un giornalista? Sei uno scienziato? Sei un astronauta? Sei un laureato in qualsiasi cosa? Allora sei un radical chic. E, già che ci siamo, prezzolato e figlio di papà. Contrariamente alla realtà, le abilità culturali sono viste come cose semplici da ottenere. Mentre le frasi fatte e la consapevolezza di essere ignoranti sono qualità difficili da far proprie. Un paradosso esistenziale che porta con sé una composizione sociale italiana che rivendica il diritto di non sapere. Un buco culturale che non viene colmato dallo studio, dalla conoscenza o leggendo almeno un libro al mese, ma semplicemente da bullismo, odio razziale, legittimazione dell'Università della Strada. Ormai, si crede a tutto ciò che viene propinato come vero. Si cerca il nemico, qualcuno su cui scaricare la responsabilità dei propri problemi. Siamo di fronte a un popolo che non vuole difendere i propri diritti, ma solo esacerbare la propria condizione vittimistica, trovando nell'altro il problema della propria condizione negativa nella società. E, nel concetto di altro, ci finiscono anche chi ha una cultura, chi studia, chi si informa, chi ha competenze complesse e importanti su argomenti a loro volta difficili da trattare con una chiacchierata da bar.

Avete rotto la Zona di competenza

Conseguentemente, si è rotta la Zona di competenza. Non ci sono più le condizioni tali per definire chi può disquisire su determinate tematiche. Ora tutti possono dire la loro, e non importa il grado di competenza che si ha nei confronti di quel dato argomento. E così, proliferano novax, terrapiattisti, fruttariani, melaniani. Persone che, prese probabilmente da qualche disturbo paranoico (è una cosa seria, eh), osservano il mondo chiuso in una cupola nella quale c'è un altro che ci controlla. Non ci è dato sapere chi, ma siamo controllati. E i ‘sudditi' di questi controllori sono le persone che hanno le famose competenze che li rendono autorevoli nel poter argomentare, ad esempio, che la Terra è sferica. In questo gioco al massacro culturale, si è persa l'identità e l'importanza del sapere e della conoscenza. Ormai, tutto si basa sull'approssimazione, sul credere a ciò che vedo, anche se quello che vedo è stato già confutato da numerose dimostrazioni empiriche, scientifiche e mediche. Già, ora il recinto della competenza è stato abbattuto.

Avete rotto lo Zoo

E cosa succede quando un recinto viene distrutto? Escono ed entrano gli animali. Anche nel nostro caso, dallo Zoo sono usciti ed entrati animali pieni di qualunquismo. Sono feroci, famelici, nervosi, compulsivi, brutali, crudeli. Si cibano dell'altro, di chi è diverso, dell'odio nei confronti dell'alterità, del disgusto su ciò che ‘non sono io'. Si guardano allo specchio e immaginano un mondo perfetto, puro, una società costruita solo sul volere di alcuni, su cittadini scelti dai precetti di un'unica classe. Hanno rotto un recinto culturale per crearne uno nuovo, quello umano, basato sull'ignoranza, sulla non-conoscenza, su tutto ciò che è negazione di sé. Animali che si sentono vittime, ma che sono carnefici di una realtà che va sempre più verso l'intolleranza completa, per ogni cosa, per ogni essere umano, che sia italiano e non.

Avere rotto l'Opinione

Tutto ciò cos'ha portato? A rompere il concetto di Opinione. Perché oggi l'opinione non si basa più su competenza, cultura e studio. Ma trova le sue fondamenta semplicemente sul fatto che si ha una bocca per parlare. Le risorse dell'informazione, oggi, non servono più. Anzi, le più conclamate diventano le meno autorevoli. E informarsi autonomamente su siti nascosti, su libri privi di alcun fondamento scientifico o medico, risulta la soluzione più intelligente che ci sia. Un meccanismo che ha creato un nuovo modo di intendere l'opinione, influenzata da ragionamenti semplificati, svelti, lesti, facili da gestire. Perché se un tema è difficile da spiegare, diventa inevitabilmente qualcosa di inconcepibile, da radical chic, e dunque verosimilmente non autorevole. In tutto ciò, purtroppo, si dimentica sempre una regola: "Un'opinione senza una solida base conoscitiva dietro non è un'opinione, e non va rispettata".