Lo abbiamo imparato a conoscere qualche tempo fa quando, sempre in questo spazio, ci aveva raccontato il suo debutto musicale con l'omonimo album. Ora, trascorsa l'estate, Myale – nome d'arte di Alessio Peruzzi – tira fuori un altro pezzo, Zero Sbagli, che mette alla luce un'introspezione più profonda, ancorata ai vari sistemi logici mentali che portano a osservare la propria vita per ricavarne un bilancio. Un percorso personale diluito a livello empatico, che arriva ai tanti esseri umani consci dei propri sbagli, come d'altronde può capitare a tutti. Per Myale, però, l'importante è trarre significato da questi momenti, in quanto senza errori non saremmo ciò che siamo oggi.

Ciao Myale, l’ultima volta ci siamo sentiti all’inizio dell’estate. Come hai passato le vacanze?

«Ciao, praticamente ho lavorato tutto agosto, ma alla fine del mese mi sono preso un po' di tempo per me e mi sono chiuso in casa per lavorare sulla scrittura di cose nuove per il prossimo anno/album».

Riprendiamo da dove ci siamo lasciati. L’ultima volta, mi avevi detto che stavi preparando un nuovo disco – il seguito di Myale – per il 2018. A che punto sei?

«MYALE (l'album) è stato un qualcosa di inaspettato, perché è stato scritto in 3 mesi, e il risultato che è uscito fuori è una miscellanea di generi e stili che magari non hanno troppo in comune, e sono frutto dell'aver scritto di getto. È uno ‘scherzo' a da cui è partita l'idea di fare di nuovo musica, Quindi già mi basta e avanza questo per considerarlo un buon punto di partenza. Verso maggio 2018 vorrei uscire con un album più ragionato, Più attuale e soprattutto più identificativo. L'idea è quella di creare finalmente un disco completo e dove ogni traccia è in simbiosi con l'altra».

A proposito di Myale: a distanza di qualche mese, che riscontri hai ottenuto?

«Salvo sporadici casi è raro che il primo disco faccia BOOM, spesso e volentieri il tuo primo lavoro ti fa prendere contatto con la realtà del mondo in cui stai entrando e ti serve per aggiustare il tiro. A me è servito per capire che cosa migliorare nel prossimo, ad esempio. Ho appurato che non voglio più fare le cose di fretta, perché come dice anche il mio nome MYALE, voglio che la gente incontri il ‘mio me', e veda quello che posso riuscire a fare, ma se non mi prendo il tempo per far scaturire il meglio, resterò sempre mal interpretato. Vorrei stupire la gente che si ferma a come è scritto il mio nome. Per quanto riguarda il riscontro che ha avuto sono felice, perché la gente piano piano mi conosce, mi ascolta, si interessa, quindi non può che essere un buon presagio per l'avvenire».

Veniamo a Zero Sbagli, il tuo nuovo singolo. Com’è nata l’idea di scrivere questa canzone?

«L'idea del testo mi è venuta ripensando alla mia vita, al fatto che senza tutti gli sbagli che ho fatto non sarei qua dove sono. Non ho ruoli importanti, ne sono famoso o ricco, si intenda, ma sono felice di come mi godo la vita in ogni sua sfumatura».

Com’è stato girare il video a Dallas? Hai avuto modo di ascoltare qualche mood artistico in Texas?

«Sono fortunato di avere una crew di amici molto stimolanti, infatti mi trovavo negli Stati Uniti con la band ‘NOTHING FOR BREAKFAST' durante il loro tour, e mi ero portato un po' di attrezzatura dietro per poter girare qualche video. Con noi c'era anche un amico, il regista polacco Ivo Krankovski, Gli ho chiesto di aiutarmi in questo progetto e abbiamo girato il tutto agilmente in un paio di giorni. Per quanto riguarda il mood del sud, non ho avuto incontri musicali sconvolgenti, ma quello che sicuramente mi ha entusiasmato e il calore delle persone nei concerti, la partecipazione. Questo sì».

Quanto conta la componente del viaggio nella musica?

«Parecchio se quello che senti con le orecchie o con il naso durante un viaggio ti rimane impresso nel cuore. Non c'è sensazione più incredibile di quando il cervello percepisce una canzone, o un odore e risentendolo ti riporta alla mente un determinato evento. Se riesci a mettere questo in musica il gioco è fatto».

Ascoltando il pezzo, ho voluto ricavarne una mia interpretazione, anche in base a ciò che mi hai raccontato nella scorsa intervista. Nella vita è giusto provarci, è giusto sbagliare ma senza fasciarsi troppo la testa. Non esiste una vita fatta di zero sbagli, ma ci sono sbagli di vario tipo. Più o meno, può essere un punto di vista affine al tuo brano?

«Esatto, la società moderna oggi giorno ci porta verso lo ‘sbagli Zero', ma credo che se non si conosce lo sbaglio, la frustrazione che esso dà e il sacrificio per rialzarsi poi, ciò che si conquista, a mio avviso, ha veramente poco valore».

Passa il tempo, ma dalle tue canzoni traspare sempre la voglia di comunicare un sorriso.

«Allora traspare la cosa giusta! Io sono così, sono un cazzaro e una persona seria. Non mi piace prendermi troppo sul serio, ma quando si viene alla serietà non mi faccio trovare impreparato. Credo che nelle canzoni si capisca».

Ultima domanda: ci sarà qualche sorpresa per la fine dell’anno?

«Con l'etichetta Areasonica stiamo lavorando per far uscire con un altro singolo alla fine dell'anno. La canzone che abbiamo scelto è Einstein, brano a me molto caro, e forse la canzone fino ad ora più bella che abbia scritto. Una volta fuori quello mi dedicherò anima e corpo al prossimo album e dopo….suonare suonare suonare!».

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