C’è un uomo, o qualcosa di simile, che è italiano ma risiede in Svizzera e ha una moglie spagnola. Un moderno cittadino del mondo, a voler essere sintetici. Lui è Antonio Razzi, l’intellettuale Antonio Razzi, l’onorevole Antonio Razzi. Un uomo con grandi valori e sempre ansioso di fare la cosa giusta. Come fece nel 2010: eletto alla Camera quattro anni prima con l’Italia Dei Valori, votò la fiducia al Governo Berlusconi ormai a un passo dal baratro. Il Nostro sentì che quella sarebbe stata la cosa giusta da fare e la fece.  E la cosa giusta, in quel particolare caso, era pensare "ai cazzi suoi", altrimenti – per soli dieci giorni – non pigliava la pensione e lo "inculavano" (citazione testuale). L’eroico racconto di come andarono le cose è riassunto e lasciato alla memoria dei posteri in questo video, ed è proprio lui a raccontarlo. Il video è anche sottotitolato, in modo che nessuno possa dire di non aver visto, sentito o compreso.

Ad ogni modo, l’onorevole Antonio Razzi era un personaggio di indubbio spessore etico e morale già prima di quanto appena descritto. In questi anni, ha visto la sua fama crescere ogni giorno di più fino a diventare per i giovani un modello da ammirare e seguire.

Abruzzese di nascita, ha vissuto a Giuliano Teatino (suo paese natale) fino al 1965. In quell’anno emigrò in Svizzera, nel Canton Lucerna e inizio a lavorare per una ditta tessile. Nel 1977 ha sentito la necessità di fondare e presiedere il Centro regionale abruzzese di Lucerna. Qualche tempo più tardi, nel 2007, si è ritrovato coinvolto in una brutta storia riguardante l’uso personale di fondi che l’Abruzzo destinò alla Federazione emigrati abruzzesi in Svizzera (FEAS) per l'alluvione di Lucerna del 2005. L’associazione in questione, di cui lo stesso Razzi era presidente (e dico “era” perché è stato chiaramente silurato), avviò un procedimento penale nei confronti del Nostro che è tuttora in corso e lo sarà finché questa brutta storia non si sarà sgonfiata (cit). Nel settembre del 2010 denunciò una presunta compravendita di deputati da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando che gli fu proposto il pagamento del mutuo, un posto nel Governo, la rielezione sicura, un panino, una gassosa e un pacchetto di caramelle gommose. Nel dicembre del 2010, dopo lunghe ed estenuanti trattative, decise di accettare l’offerta, aggiungendoci anche uno di quei simpatici attrezzi per fare le bolle di sapone, per i motivi illustrati poco più sopra e che suonano più o meno come "i cazzi suoi".

Alle ultime elezioni politiche, quelle del 2013 (dove ha non vinto il centrosinistra che ha non fatto una non alleanza con il centrodestra mettendo a capo del non Governo il non zio Letta), ha sentito il dovere morale di candidarsi al Senato in Abruzzo con il Pdl (qui potrete ascoltare il suo epico programma, in cui dichiara di essere stato responsabile della "contraffazione"). Chiaramente, essendo un uomo con largo consenso, ancor di più nella regione in cui è nato, è cresciuto e ha disimparato a parlare ancor prima di sbagliare i primi congiuntivi, è stato eletto con grande gioia.

Così, dall’alto del suo ruolo di responsabilità e folgorato sulla via della Pace, qualche giorno fa ha deciso di andare a Pyongyang e dimostrare tutto il suo valore in quanto a diplomazia e politica internazionale, e ha incontrato Kim Jong-un, un novello Gerald Holtom e futuro Dalai Lama. Di ritorno in Italia, ha raccontato al quotidiano Europa, in un'intervista che potete ascoltare anche qui,  le sue positive ed entusiastiche impressioni su ciò che i suoi occhi hanno visto e le sue orecchie ascoltato nel suo, purtroppo breve, periodo nordcoreano.

Sintetizzo. L’onorevole Antonio Razzi ha scelto di visitare la Corea Del Nord perché c’era già stato nel 2007 e l’ha trovata pulita e precisa. E poi gli ricordava proprio la Svizzera (anche a me, ad esempio, il Congo ricorda molto la Russia). Ma, stavolta, è atterrato in Asia per svolgere il suo compito di pacificatore tra due nazioni, Corea del Sud e Corea del Nord, che non sembrano avere intenzione di andare d’accordo. E allora ha deciso di pensarci lui, dall’alto della sua vita interamente dedicata al prossimo, all’amore tra i popoli, alla famiglia e alla pace nel mondo (Razzi è uno che se fosse nato donna, avrebbe sicuramente partecipato a Miss Italia). Ammette che ci sta provando con tutto se stesso e che parla con entrambe le Coree. Vuole riuscirci, a fare questa cosa della pace. Non è ancora stato a Seul, ma conta di andarci perché l’hanno invitato. Il quando ancora non lo sa: per adesso, data la sua cruciale importanza per il nostro Paese in un momento critico come quello che stiamo vivendo, è molto impegnato. Appena avrà un ritaglio di tempo, però, lo dedicherà alla Corea del Sud. Promesso.

In ogni caso, dall’alto della sua saggezza, sa già come poter aiutare entrambi gli schieramenti a fare mignolino mignoletto. Serve una confederazione, come l’Unione Europea. Uguale. E poi Kim Jong-un è una bravissima persona. Saluta sempre. Pensate che sta spedendo in Italia calciatori dai 10 ai 14 anni a farsi una cultura sul calcio (un po’ come chiedere a Luca Giurato di spiegare ai bambini la consecutio temporum). Non stiamo assolutamente parlando di un despota, bensì di una persona semplice e alla mano che ama il calcio e la pallacanestro. Kim Jong-un è il leader della Corea del Nord per successione ereditaria, ed è giusto così. Anzi, sarebbe bello se anche da noi, in Italia, Marina Berlusconi prendesse il posto di Silvio. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di cambiare i manifesti “Berlusconi Presidente”. Ma ci pensate? Sarebbe un bel risparmio economico. Tornando alla Corea, il nostro negoziato dovrebbe riuscire perché loro non vogliono intrusioni da parte di americani, russi e cinesi, ma noi gli stiamo simpatici. Noi siamo particolari, dicono. E hanno anche un po’ ragione.

Il Nostro Antonio Razzi riuscirà sicuramente dove ha fallito Obama, perché non è che Obama deve riuscire sempre in tutte cose (e porca paletta!). Loro sono felicissimi di farsi aiutare da noi italiani perché abbiamo la stessa penisola. Cioè, non abbiamo la stessa forma, ma Italia e Corea sono entrambe bagnate da due mari e hanno la stessa forma. Ma non hanno la stessa forma. Però un po’ ce l’hanno. Lì, poi, è tutto bellissimo. “Perfetto!” per usare le parole e l’entusiasmo contagioso di Razzi di ritorno da un hotel a quattro stelle. A proposito, dovete anche sapere che stanno facendo tanti altri alberghi perché si aspettano il turismo. E tutti noi possiamo andarci tranquillamente. Lì – al contrario di ciò che dicono le malelingue – non esiste alcuna violazione dei diritti umani, Razzi è uscito tranquillamente a passeggio e nessuno ha violato i suoi diritti umani. E poi loro vogliono tanti turisti per dimostrare che la Corea non è come la si racconta (probabilmente peggio). E lo stesso Kim Jong-un è un po’ come Jessica Rabbit: non è cattivo, ma lo dipingono così. E poi, uno che ama la pallacanestro e il calcio, e quindi lo sport, ama sicuramente la pace. Anche se vuole sganciare missili nucleari un po’ dovunque nel globo terracqueo. Non so esattamente che connessione ci possa essere tra pallacanestro, calcio e pace, ma se lo dice l’onorevole intellettuale Antonio Razzi io ci credo.