Prima delle elezioni del 4 marzo c'è stato un gran parlare di rigurgiti fascisti. E per fortuna, visto che nell'Italia del 2018 si spara a casaccio contro un gruppo di "negri" a Macerata oppure si aspetta di incrociare il "negro" per le vie di Firenze prima di aprire il fuoco. Atti di ragionata follia, nei quali uomini incapaci di affrontare un'esistenza civile riflettono e decidono su come attuare un gesto criminale. Poi arriva il 17 marzo e si parla di Aldo Moro. Quest'anno più che in altri casi: sono passati 40 anni dal giorno del sequestro, che poi fu anche il giorno di una strage.

Il pericolo brigatista è superato, il comunismo rivoluzionario è sconfitto. Ma davvero hanno questo rango? Davvero erano portatori di un'idea e di un metodo politico? Beh, sì: hanno indubbiamente svolto un ruolo politico e militare. Hanno sequestrato, ucciso, gambizzato, rapinato, vissuto in clandestinità, spaventato i cittadini, creato un clima di terrore nel paese. Lo hanno fatto per sovvertire la liberaldemocrazia e instaurare il comunismo. Eppure si tratta solo di assassini che, incapaci di affrontare un'esistenza civile e armati di una ragionata follia, hanno iniziato una guerra già persa. Già persa!

Perché già persa? Perché il mondo aveva già superato i miti e i riti del terrore. Nel mondo comunista c'erano state le primavere, nel mondo capitalista c'erano stati sconvolgimenti culturali epocali. Già negli anni '40 "this machine kills fascists" era scritto su una Gibson J-45, non su una mitraglietta Skorpion. Una guerra già persa, esattamente come è già persa la guerra di Forza Nuova o Casapound, con modelli retrogradi di società, con la violenza contro le fasce più deboli dell'umanità e il rimpianto del terrore di altre epoche. Hanno poco in comune, ma più di quel che si crede.

Oggi non sono più pericolosi, ma esistono ancora e qualcuno sale in cattedra. Sul profilo facebook di Barbara Balzerani, BR irriducibile e artefice del sequestro e dell'assassinio di Aldo Moro, ho trovato un post (foto in alto) di un evento al CPA Firenze Sud. La didascalia è urticante e la scena meriterebbe un post di Taffo: striscione rosso con scritto VIVA LENIN e Barbara Balzerani "in cattedra" a presentare il suo libro. Quando parliamo di centri sociali parliamo di queste cose: di questa gente in cattedra. Ma anche di donne meno famose, come Flavia Cassaro, del CSOA Gabrio (che ha ospitato Balzerani il 9 marzo), che pochi giorni fa si è rivolta alla polizia dicendo "merde, vigliacchi, dovete morire". In strada, poi ai microfoni di Matrix "sì, è triste augurare la morte a un poliziotto ma non ho sbagliato. Io mi potrei trovare con il fucile in mano a lottare contro questi individui". Anche Flavia è una che sale in cattedra, davanti a bambini che meriterebbero una maestra vera, una maestra capace. Non una disadattata.

Centro sociale occupato e mo co' cazz ‘nce cacciate! Carissimi Balzerani e Cassaro e tutti quelli che lanciano sanpietrini, bombe carta e anatemi: questa libertà di dire e fare idiozie è il privilegio delle liberaldemocrazie. La mitraglietta Skorpion l'avete avuta perché non c'era la Stasi a controllare le vostre telefonate, i sanpietrini li tirate perché c'è una società che vi tollera, come poveri incapaci, e paga le tasse per ripristinare il manto stradale, certi cori da corteo li urlate perché avete il privilegio della libertà. E questo vale soprattutto per Cassaro, che da questo Stato "di merda" prende lo stipendio ogni mese.
Ecco, vedete, c'è una persona che più di altre dovete ringraziare per questo: Aldo Moro.

Basta con questa violenza che turba il vivere civile del nostro popolo, basta con questa violenza consumata quasi ogni giorno contro pacifici cittadini e forze dell'ordine, a cui va la nostra solidarietà.
Ed alla nostra mente si presenta l'immagine dolorosa di un amico a noi tanto caro, di un uomo onesto, di un politico dal forte ingegno e dalla vasta cultura: Aldo Moro.
(Sandro Pertini)