Ascoltando un’intervista fatta al presidente del Consiglio in televisione qualche giorno fa, non ho potuto fare a meno di pensare che forse, molte delle cose dette sono quantomeno lontane dalla realtà.

Su un punto in particolare mi viene qualche dubbio, “certe forme di contratti speculativi sono state proibite” …. E il buco di Jp Morgan che ha utilizzato i fondi dei correntisti come fossero un prop desk,aggirando allegramente la Volcker rule, e andando ad invischiarsi in una operazione ( short Markit CDX North America Investment Grade Series 9) da loro definita Hedge (a basso rischio) che potrebbe causare un buco di miliardi di $ (ad oggi le stime parlano di 8 miliardi ma la banca non è ancora riuscita a uscire dalla sua posizione) che cos’è?

Perché non passerà molto, prima che dall’europa qualche banca inizi a lamentarsi delle difficoltà a causa di queste operazioni, così come dagli Usa Obama ha di recente dato la colpa della mancata ripresa all’Europa, in un perfetto scarica barile all’italiana.

Nell’articolo Chi è Blythe Masters abbiamo visto come aver separato il rischio dal credito abbia innescato la bomba atomica che ha portato al collasso il sistema finanziario moderno. Su questo aspetto sarebbe interessante anche fare qualche riflessione di tipo etico-filosofico. Il rischio è una componente naturale dell’accesso al credito. Togliere il rischio dall’equazione è in un certo senso come togliere la morte dalla vita. Se fossimo consapevoli di non dover morire, vivremmo come viviamo? la risposta è ovviamente no. E così, se sapessimo di poter concedere credito senza correre rischi lo concederemmo in maniera diversa rispetto a prima? ovviamente si. E’ per questo che la crisi dei mutui subprime ha visto concessioni di credito come se il rischio non esistesse.I derivati sul credito hanno tolto il rischio dai bilanci. In realtà i derivati sul credito possono solo darel’illusione che il rischio venga tolto dall’equazione. Possono spostarlo ma non eliminarlo. Così come durante la vita possiamo illuderci che la morte sia una sfortuna che capiti ad alcuni di noi, e non una costante inseparabile dalla vita di ogni individuo.

Nel mondo, oggi, ci sono approssimativamente 700 trilioni $ di derivati (per dare un’ordine di grandezza il prodotto interno lordo del mondo intero è di 60 trilioni $ all’anno). La maggior parte di questi derivati sono contratti privati (OTC over the counter) non regolamentati ufficialmente e utilizzano come prezzi di riferimento le quotazioni pubblicate da una società chiamata Markit group.

Markit group pubblica le quotazioni dei CDS (Credit Default Swaps). Per semplificare il più possibile i CDS sono delle polizze di assicurazione contro il fallimento di un terzo con il quale l’acquirente o venditore può non avere alcuna relazione. I prezzi dei CDS nel mercato moderno sono fondamentali perché, più alto è il costo della polizza di assicurazione contro il fallimento della ditta X e più difficile sarà per la ditta X accedere a nuovi crediti sul mercato. Semplificando, se le possibilità che tu fallisca sono quotate molto alte allora intorno a te tutti penseranno che stai fallendo con tutte le conseguenze del caso. Questi CDS non esistono solo per le corporations private ma anche per gli Stati . Lo sport principale delle banche d’affari era perciò quello di: concedere credito senza rischio a X (chiedendo garanzie molto leggere), vendere il rischio a Y, e comperare dei CDS preparandosi al fallimento di entrambi (vedi anche Goldman Sachs con il Governo Greco). Markit, controlla in forma monopolistica quasi il 100% delle quotazioni di riferimento per i CDS. Tra i proprietari vi sono Goldman Sachs e Jp Morgan Chase. Dato l’incredibile conflitto di interesse vi è una più di una fondata ragione che porta a dubitare della reale trasparenza con cui i prezzi degli indici CDS driven (CMBX, ABX e altri) siano precisi e i prezzi dei CDS corrispondenti alla realtà. Gli indici CMBX e ABX sono i principali indici di riferimento per quanto riguarda i mutui e sono quelli che vennero presi come riferimento nel 2008 per indicare come Bear Stern e Lehman avessero gonfiato incredibilmente i loro valori di bilancio rispetto alle proprietà immobiliari e i mutui in portafoglio. Allo stesso tempo alcuni Hedge Fund (per esempio John Paulson) fecero bilioni scommettendo al ribasso sui mutui prendendo a riferimento quegli indici.

Ma chi decide le quotazioni e i prezzi di questi indici?

Henry Hu direttore della divisione rischi della SEC (la consob americana) ha detto che è stato impossibile per loro condurre delle investigazioni riguardo a qualsiasi ambito dei Credit default Swaps, perché la commissione non ha accesso a nessuna informazione al riguardo. Una indagine accurata in materia è stata condotta da Mark Mitchell (columnist del Wall Street Journal), leggiamo che cosa ha scoperto riguardo a questa “misteriosa” società.

Quello che sappiamo oggi è:

Markit Group è stata co-fondata da Rony Grushka, Lance Uggla and Kevin Gould. Prima di fondare Markit group la principale attività del Signor Grushka erano gli investimenti in proprietà immobiliari bulgare. Si è dimesso di recente dal Board della Orchid developments group, una società d’investimento israeliana con base a sofia. Uggla e Gould hanno lavorato per la Toronto – Dominon Bank in Canada.

Tra I fondatori di Markit Group ci sono anche 4 hedge funds. Markit Group rifiuta però di pubblicare i nomi di questi fondi. A una richiesta di chiarimenti Markit ha risposto che era una politica aziendale quella di mantenere segreti i nomi dei fondi ma non ha specificato come mai avessero questa politica. Sarebbe bello sapere quali sono e se hanno una reale influenza all’interno della società questi fondi.

Goldman Sachs, Jp Morgan e altre banche d’investimento hanno delle quote in Markit. Le banche di investimento hanno ricevuto le quote in cambio di informazioni.

Markit Group non rilascia informazioni su come vengono creati i suoi indici. Nei primi mesi del 2008 il Wall Street Journal ha notato che il CMBX semplicemente non ha senso e che il Markit Group potrebbe esagerare i valori dei mutui sui mercati. Nel 2008 la previsione media per fallimenti sui mutui commerciali era del 2%. Il CMBX dava la % di questa previsione all’8%.

 I prezzi di Markit non sono prezzi che derivano da una reale compravendita ma sono solo quotazioni di riferimento. Le informazioni sulle quali Markit basa queste quotazioni sono date da un gruppo di 22 contributors i cui nomi sono ovviamente segreti.

Prima del 2001 le informazioni di chi comperava, chi vendeva e a che prezzi questi derivati erano sconosciute. Poi dopo il 2001 con l’arrivo di questa Markit i “prezzi” sono incredibilmente apparsi.

Questi prezzi oggi, regolati e gestiti da 22 misteriori contributors, rappresentano forse il principale indicatore dello stato di salute di una società o di uno stato.

E’ questa che viene considerata, trasparenza e vigilanza del mercato?

E’ possibile che i governanti e gli architetti del sistema non abbiano ancora fatto nulla per fermare o meglio regolamentare questi derivati la cui natura, resta comunque, spaventosamente innaturale. Come ha detto Warren Buffet “i derivati sul credito sono le vere armi di distruzione di massa del nostro tempo”.

Di Seguito un estratto di un articolo dell’economista inglese Wynne Godley scritto nell’8 Ottobre del 1992

“… Ma c’è molto di più. In primo luogo va sottolineato che la creazione di una moneta unica nella Comunità Europea dovrebbe porre fine alla sovranità delle sue nazioni componenti e alla loro autonomia di intervento sulle questioni di maggior interesse. Come l’onorevole Tim Congdon ha sostenuto in modo molto convincente, il potere di emettere la propria moneta, di fare movimentazioni sulla propria banca centrale, è la cosa principale che definisce l’indipendenza nazionale. Se un paese rinuncia o perde questo potere, acquisisce lo status di un ente locale o colonia. Le autorità locali e le regioni, ovviamente, non possono svalutare. Ma si perde anche il potere per finanziare il disavanzo attraverso la creazione di denaro, mentre altri metodi di ottenere finanziamenti sono soggetti a regolamentazione centrale. Né si possono modificare i tassi di interesse. Poiché le autorità locali non sono in possesso di nessuno degli strumenti di politica macroeconomica, la loro scelta politica si limita a questioni relativamente minori: un po’ più di istruzione qui, un po’ meno infrastrutture lì. Penso che quando Jacques Delors pone l’accento sul principio di ‘sussidiarietà’, in realtà ci sta solo dicendo che [gli stati membri dell'Unione europea] saranno autorizzati a prendere decisioni su un maggior numero di questioni relativamente poco importanti di quanto si possa aver precedentemente supposto. Forse ci lascerà tenere i cetrioli, dopo tutto. Che grande affare!”

L’articolo totale lo potete trovare sul sito della London Book Reviews “Maastricht and all That”

Una maggiore integrazione tra le autorità di vigilanza europea a cui il presidente auspica serve a poco se non vengono prima fatti passi importanti. In Europa la soluzione passa attraverso la ratifica del fiscal compact a condizione che gli eurobond siano supportati da tutti i paesi (inclusi quelli tripla A) e che alla Bce vengano dati gli stessi poteri della Federal Reserve o della BoE o Bank of Japan, solo così l’euro puo’ diventare una moneta sovrana e d’incanto tutte le obbligazioni statali immediatamente solvibili e “sicure”, il resto sono tentennamenti politici che possono solo portare ad una spaccatura totale tra la “Elite?” di architetti che ha creato queste condizioni e il popolo che viene chiamato a pagare per gli errori di questa “Elite?”.

Con tutte le conseguenze del caso.

Risparmiando ogni superfluo commento sull’inadeguatezza dell’ “Elite” (molto ben retribuita e coccolata) che ci ha messo in questa situazione e ora ci vuole spiegare come uscirne.

Nel video prestate attenzione all’intervento del presidente e non al conduttore che fa poche, timide, domande (la prossima volta fate un sondaggio, magari su twitter per selezionare qualche domanda più interessante).