“Erano le cinque del pomeriggio, 10 o forse 12 moto di grossa cilindrata sono avanzate lungo il corso San Giovanni. Erano armati fino ai denti, alzavano maglie e camicie per mostrare le pistole e uno di loro anche una mitraglietta”. Questo è il racconto di una voce terrorizzata del quartiere dell’area est di Napoli, nei giorni a cavallo dell’agguato contro Emanuele Sibillo, il “baby boss” ucciso a Forcella nella notte tra il 2 e il 3 luglio. E non finisce qui. “Sempre in quei giorni un negozio del corso San Giovanni è stato vandalizzato da alcune persone con mazze da baseball”. Si sente puzza di faida in questo nuovo scenario criminale che unisce il centro storico con la periferia orientale, il centro di una nuova leva di killer e aspiranti capoclan. Tutti contro lo storico clan dei Mazzarella in questa alleanza che vede la riorganizzazione delle cosche dei Giuliano nel centro storico e dei Rinaldi-Reale di San Giovanni. Per la città si è accesa un’estate caldissima e non solo per le condizioni meteo.

Negli occhi ci sono ancora i video dei raid al rione Conocal che per un momento avevano acceso l’attenzione mediatica sugli scenari criminali in città. Nemmeno gli omicidi delle scorse settimane in piena zona universitaria hanno messo al centro dell’attenzione la polveriera sociale di una città con il 50% di disoccupazione giovanile e l’alto tasso di dispersione scolastica. Il controllo dello spaccio di droga, il racket e tutti gli affari illeciti sono al centro di vecchie e nuove guerre che ora vedono in campo le “paranze dei bimbi”. Adolescenti, minorenni o appena ventenni sono già a capo di una fazione e, soprattutto, sono armati per uccidere senza esitazioni. C’è una questione minorile che continua a non essere affrontata mentre le politiche giovanili e sociali non hanno più capitoli di spesa o di investimento politico. Eppure c’è chi ci prova come Giovanni Savino e la sua coop sociale a Barra. Con il circo prova a recuperare i “minori a rischio” e, puntuale, è arrivata una intimidazione a colpi di parole anonime ed equivoche sul suo impegno di “eroe anticamorra” e di educatore.

Anche dall’altra parte della città non spira un vento di pace. Altre dinamiche ma stessa risposta intimidatoria per un attivista 5 stelle, Vincenzo Russo, da sempre impegnato sul fronte delle lotte ambientali. La sua roulotte, sede dell’associazione Rinascita Campi flegrei, è stata incendiata: venerdì 10 ci sarà una fiaccolata a Pianura organizzata dalle associazioni. Un po’ più a ovest, a Bacoli, il neo sindaco Josi Gerardo della Ragione ha pubblicato le foto delle auto distrutte di un attivista della sua associazione FreeBacoli e di un consigliere comunale.

Armi, omicidi, raid e intimidazioni: l’estate rovente di Napoli, dalla periferia al centro, non sembra interessare il circo mediatico. E nemmeno quello politico.