Non si è atleti per caso. Atleti nel senso più puro del termine, di quelli che passano ore all’aperto, con pioggia e vento a minare le forze, a sferzare ogni più impercettibile movimento del muscolo ma Assunta Legnante non è una donna come le altre, o forse si potrebbe dire che non è un essere umano qualunque, perché la forza, atletica e morale, che ha dimostrato nel corso degli anni, merita di essere raccontata.
Nata e cresciuta a Frattamaggiore, è baciata da dio che decide fin dal concepimento che deve fare atletica, altrimenti non si spiega il fisico che le ha donato. Un metro e novanta, per oltre centoventichili di muscoli splendidamente distribuiti, costringono, per così dire, Assunta a fare discipline di forza, perché ha una forza a dir poco sovraumana, nonostante da piccola la madre, ex pallavolista, sperava scegliesse la sua di strada ma così non è stato.
La Legnante si impone di dover diventare una campionessa e ci riesce. Domina fino al 2009 dopo aver sfiorato il mondiale, da capitano della nazionale, per appena un centimetro ad Osaka. 6 medaglie in 7 anni la proiettano però tra i top di categoria, il tutto fino al 2009 però perché in quell’anno, Assunta perde la vista.
Ha 31 anni ed una vita davanti a se però, quella genetica che l’ha baciata nei 6 lustri precedenti, aveva in serbo per lei una terribile sorpresa, un conto da pagare: glaucoma congenito ed Assunta diventa ipovedente, costretta ad abbandonare l’attività agonistica.
Sono mesi bui, letteralmente, ma mano mano ci si abitua a tutto, è la grande forza degli esseri umani e come detto, Assunta di forza ne ha in abbondanza.
La sua carriera non può terminare qui, in questo modo e per una colpa non sua, ad un centimetro dal sogno mondiale ed allora si rimbocca le maniche, ancora una volta e si allena, come mai aveva fatto prima. Si reinventa ed in 3 anni si rimette a nuovo: qualificazioni lampo per le paralimpiadi di Londra 2012 e medaglia d’oro al primo colpo, ed al secondo colpo, nel caldo di Rio de Janeiro, vince anche la seconda medaglia. In mezzo 3 mondiali e due europei e la specializzazione in altre due categorie oltre al getto del peso, ovvero quello del disco ed il lancio del giavellotto. A livello di palmares, le ultime due categorie non danno i risultati della prima, ma nel disco detiene ormai da 4 anni il record europeo e nel giavellotto detiene addirittura dal 2012, l’anno del ritorno all’attività agonistica, il record italiano. Nel peso, neanche a parlarne. E’ primatista mondiale ed olimpica, il suo record di 17.32 è solo di qualche centimetro inferiore a quello degli uomini. Quando si dice parità dei sessi
Assunta Legnante non è però solo un’atleta incredibile, vanto della città di Frattamaggiore  e di Napoli per estensione. E’ una donna straordinaria, e non perché è riuscita a combattere la sua malattia, ma perché spesso si è trovata ad affrontare i regolamenti dei normodotati a cui lei stessa non vuole sottostare perché i numeri parlano per lei.
Non si sa se in futuro sarà possibile vedere un atleta paralimpico, alle Olimpiadi vere e proprie, ma sicuramente Assunta Legnante, meriterebbe a pieno titolo di disputarle.