Gli zombi arrivano dalla toilette. È la scelta vincente di Zombie Ass: Toilet of the Dead del giapponese Noboru Iguchi. Loro sono amanti delle feci e custodi di un virus inoculato che si manifesta con la fuoriuscita dal sedere di un vermone crudele e cattivo e con non pochi riferimenti sessuali. Il primo attacco degli zombie avviene in un capanno. Qui un gruppetto di amici molto tipico e folkloristico (la modella disposta a tutto per dimagrire, il secchione, il drogato, la piccolina e la fantastica liceale nella classica divisa scolastica bianca e blu) va alla ricerca di trote che contengono delle uova speciali. Mangiandole si introduce una tenia che dovrebbe nutrirsi del cibo e mantenere magra la persona ospitante. È la modella a essere la più desiderosa di ingoiare questo vermone e sarà anche la prima a dover ricorrere di tutta fretta all'epifanico bagno nel capanno del villaggio. Da qui farà la sua comparsa il primo degli zombie coprofiliaci e il gruppetto cercherà di darsi alla fuga. La modella, come si può intuire dopo aver visto decine di film sugli zombie, è spacciata, è solo questione di ore. Al termine del film farà la sua comparsa dopo aver compiuto una spettacolare metamorfosi e andando ad affrontare in un duello volante, la liceale appassionata di karate, diventata nel frattempo la guida del gruppo.

Zombie Ass: Toilet of the Dead

Il trailer di "Zombie Ass", il film horror di Noboru Iguchi.

A Zombie Ass: Toilet of the Dead non manca nulla, anzi ci sono tante di quelle cose che in uno splatter movie non costituiscono un difetto ma piuttosto un punto a favore. In questi film per appassionati di genere, “più ce n'è, meglio è”; quindi strada libera per le scene con i rumori intestinali, il lancio di feci, i conati di vomito a spruzzo, le mutandine della collegiale giapponese, i vermi dal sedere, i bulbi oculari fuori dalle orbite, un seno di sfuggita e zombi infilzati come spiedini. Durante un combattimento tra la liceale e la figlia dello scienziato pazzo, quest'ultima risponde che è così brava a battersi perché guarda tanti film d'azione. Quando si dice “il potere del cinema”.

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