Youtube Downloader: come fosse Antani, per due

Scaricare video da Youtube: tutti lo fanno, inutile prendersi in giro. E questa settimana c'è stato il caso di Youtube Downloader, tutti ne hanno parlato, molti hanno preso una posizione, nessuno ha fatto un passo indietro. E l'unico naturalmente a rimetterci è stato il ragazzo, quel "ragazzo di 20 anni del Sud che fa l'applicazione più scaricata del Mondo". Per onore della cronaca e per chi si fosse perso qualcosa, date una letta veloce a quanto già riportato da Fanpage: "Un giovane siciliano realizza un’app con la quale è possibile scaricare video da YouTube, viene scaricata da oltre un milione di utenti e il successo è tale che persino Samsung, in un suo contest dedicato appunto alle app, premia YouTube Downloader con 100mila dollari". Giarrizzo finisce anche su Ballarò, ma nel frattempo c'è chi fa notare una cosa: scaricare video da Youtube è illegale. Da qui in poi succede il finimondo.

Inizia il walzer delle opinioni. Riccardo Mares, esperto SEO, non ha tanti peli sulla lingua e disegna una 24 ore travagliata con un bel post. Massimo Melica, esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie, esegue una lucida analisi. Salvo Mizzi, Responsabile Consumer Social Network di Telecom Italia, sbotta su Facebook e prende di petto coloro che per lui distruggono il "povero web italico" su Twitter. E questo solo per dire tre nomi che con il web ci hanno spesso a che fare, eh. Le ore passano, cambia il giorno e l'app più scaricata al mondo – magicamente – scompare. Riccardo Luna – ha davvero bisogno di presentazioni? – ritorna su "Che futuro!" e racconta gli ultimi vagiti della vicenda. Eugenio Prosperetti, avvocato e IT/IP, Media and Communication Lawyer, approfondisce il lato giuridico. Proprio oggi Melica ha pubblicato una nuova riflessione sui Termini di Servizio (ToS) e perché nel Web vanno difesi. Potrei continuare a citare tanti altri professionisti oppure riprenderli tutti, farci un e-book e rivenderlo. Forse farei prima.

Fondamentalmente non si tratta di essere bigotti o integralisti o esperti o Antani dell'ultima ora. Qui si tratta che l'App Youtube Downloader viola i termini di Youtube. Da "Limitazioni generali sull’utilizzo": "Streaming indica una trasmissione digitale in contemporanea del materiale da parte di YouTube tramite Internet verso uno strumento abilitato all'accesso ad Internet operato da un utente in modo tale che i dati sono resi disponibili per una visione in tempo reale e non sono invece disponibili per il download (sia permanente che temporaneo), per essere copiati, conservati, o ridistribuiti dall'utente". Non si tratta quindi di presunte violazioni. L'app scarica elementi che non possono essere scaricati. Fine. Non c'è replica o cavillo. Cari giuristi, se non siete d'accordo vi invito a vedervela direttamente con Google. Poi vi offro una birra e mi raccontate com'è finita. Amici come prima. Ah, prima di essere frainteso: non sono un simpatizzante legale di Google, ma sottolineo solo quello che è a disposizione di tutti.

|A me piace pensare che l'innovazione rompe le regole, non le leggi

E questo è stato il quid che ha portato molti a domandare: ma tutto questo è normale? Sì, perché a me piace pensare che l'innovazione rompe le regole, non le leggi. Se trovassi un modo per non pagare l'IMU, non credo che qualcuno mi premierebbe come genio italico. Sono certo che molti apprezzerebbero la cosa, certo, ma allo stesso tempo credo che la Guardia di Finanza non esiterebbe a tirarmi le orecchie. Quindi non si tratta di rovinare il sogno di un propositivo ragazzo, capiamoci. Stimo davvero tanto Andrea Giarrizzo, sebbene non trovi in questa app la tanto declamata innovazione di cui si è parlato. Di app simili ce ne sono davvero tante, credetemi. Lo stimo perché ha fatto qualcosa di utile, perché a 20 anni io lavoravo in un bar per mantenermi all'università e lui progetta applicazioni. Lo stimo perché si è dato da fare e sono convinto che continuerà a farlo.

Non mi interessa indorare la pillola. E neanche affogare nelle chiacchiere da social lobby. Ci sono tante, tantissime start up in Italia che meritano luce, attenzione e palcoscenico. Così come ci sono tanti altri giovani che non trovano uno straccio di lavoro, pur avendo menti brillanti e spirito guerriero… e che ci provano, malgrado tutto. Andrea non è il simbolo di un "povero web italico", non sarà mai il martire che qualcuno desidera per spingere avanti i propri progetti elettorali. Non condivido la commiserazione, figlia d'Italia. Il dramma italico è la prospettiva: chi ha un'idea e fallisce diventa spesso qualcosa che non ha più valore. In America è il contrario: chi ha un'idea e fallisce ci ha provato, cazzo, merita rispetto e forse nuove possibilità. E allora prendiamocela con Samsung che non ha controllato un'app che voleva premiare con 100 mila euro, se davvero abbiamo bisogno di incolpare qualcuno. Vi confido anche un segreto di Pulcinella: con la policy di Youtube, Google difende solo i propri diritti economici. Perché proibire il download? Non c'entra il diritto d'autore: c'entra il fatto che se scarichi il video, non vedrai mai la pubblicità correlata! Ma forse questa è un'altra storia…

|In realtà siamo meglio dell'America, ma purtroppo siamo abituati a fare i drammi

Ha ragione Riccardo Luna quando dice che "noi non siamo l'America", ma sinceramente non mi interessa neanche esserlo. Ho passato buona parte della mia vita a invidiare gli States, ma oggi mi sono accorto che l'unica cosa che non abbiamo è lo spirito vincente. In realtà siamo meglio dell'America, ma purtroppo siamo abituati a fare i drammi, a lamentarci del vicino e del Governo ladro, a dare una colpa piuttosto che farci un esame di coscienza. Non nascondiamoci dietro la retorica delle app prime, mi piace dire le cose come stanno e qui ci sta bene anche un'esclamazione, che so, cazzo! Non voglio convincere, questa rubrica è mia, non mi paga nessuno – vi confido un segreto: scrivo per Fanpage solo per il gusto di farlo – e credo fermamente nella potenza della Rete, che non è quella che uccide. Sì, che già che ci sono faccio i miei complimenti al Fatto Quotidiano e alla banalità che è stata pubblicata oggi.

E allora, per favore, se vogliamo innovare l'Italia, r-innoviamo il nostro pensiero, prima di tutto. Credetemi, non sono qui a pontificare, ma come dico sempre, "io non mi esprimo, mi espongo". Questo è il mio pensiero e troppa gente si camuffa dietro a sorrisi. Non sono una persona molto diplomatica e il lavoro non lo è mai. È un Mondo di squali, Andrea, ma questo non significa diventare lo squalo più grosso dell'ecosistema. Significa diventare furbi e sapere scegliere i consigli disinteressati, seguendo poi il proprio l'istinto. Anche un pesce pagliaccio può fregare uno squalo, lo sanno benissimo i miei nipoti.

Ah, per onore della cronaca: io non sono nessuno. Ma non ho mai avuto paura di dire quello che penso. E sempre per onore della cronaca, forse la prossima settimana mi incontrerò con Riccardo Luna. Gli proporrò di invadere l'America, così tagliamo la testa al toro.

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