in foto: Fonte: Norse/Youtube

Cos’è successo nel cyber spazio in queste ore? Gli specialisti sono ancora in piena fase di analisi per tentare di capire approfonditamente le cause di questo enorme attacco informatico che ha paralizzato i grandi siti della rete.

I grandi nomi di internet dell’e-commerce come Netflix, Twitter, Spotify, Amazon, Pay Pal ed Ebay, sono stati pienamente investiti da quest’attacco DDOS che ha inoltre colpito il funzionamento di numerosi siti dei media come The Boston Globe, The New York Times, e la CNN ma anche il The Guardian e il Financial Times. Secondo la stampa a stelle e strisce, l’obiettivo di questo colpo sono le società Dyn, che fanno da ponte tra gli indirizzi IP (Internet Protocol) e i nomi dei siti internet. “Il numero di questi attacchi, la loro durata così come la loro complessità sono in costante aumento”, ha commentato Kyle Kork, impiegato di Dyn, al The New York Times.

Numerosi esperti in questo ore, concordono che questo attacco si è svolto in due tempi successivi. Tuttavia, ha sorpreso tutti per la sua potenza e la sua complessità. Di fronte a un colpo di questa portata, l’FBI e il Dipartimento della sicurezza interna americana (DSI)  hanno annunciato l’apertura di un’inchiesta. “Siamo al corrente e indagheremo su tutte le cause possibili di questo attacco”, ha dichiarato Gillian Christensen del DSI, citato dal quotidiano della capitale, il Washington Post. Il The Guardian invece ricorda che un colpo simile può solo essere stato compiuto da un grande Stato che sta imparando a gestire queste situazioni. A suggerire questa ipotesi sono state le parole di Bruce Schneider, esperto in sicurezza informatica, che ha aggiunto: “La Cina e la Russia sono tra i miei sospettati”.

L’amministrazione Obama negli ultimi giorni aveva già accusato direttamente la Russia (per la prima volta in otto anni di governo Obama), di intromissione informatica nei server della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato. Intromissioni dettate dalla volontà di manomettere le elezioni presidenziali, in pieno svolgimento, per favorire il candidato repubblicano Donald Trump. Ad ogni modo, questo colpo ha dimostrato al mondo la vulnerabilità informatica dell’America che ancora una volta è costretta a incassare il colpo.